venerdì 5 giugno 2015

FISICA DELLE VIBRAZIONI



PITAGORA
L'Armonia delle Sfere

Secondo la tradizione Pitagora avrebbe per primo udito la sinfonia planetaria, riconoscendo la somiglianza tra i suoni delle sfere celesti e quelli dei colpi di martello sull'incudine. Il mondo greco assimila il cosmo ad una scala musicale ove i suoni più acuti sono assegnati a Saturno e al Cielo delle stelle fisse. Il Sole è indispensabile per la realizzazione dell'armonia poiché corrisponde alla nota centrale che congiunge due tetracordi, ossia due scale composte ognuna da quattro suoni.
Solo la musica contiene in sè i parametri adeguati per una giusta lettura e comprensione di un cosmo, paragonabile ad un'immensa cassa armonica, dove gli oggetti visibili e le loro microstrutture sono multipli o sottomultipli del Suono-Luce "originario".
In tale prospettiva, l'arte dei suoni può essere considerata come un sistema organizzato di vibrazioni. Il tono singolo ne costituisce l'unità di misura. Quando una nota vibra, presenta delle frequenze concomitanti che le conferiscono il colore specifico.
Nel sovra e sotto-armoniche del Suono di Riferimento "Do", sulla sinistra del pentagramma si notano 2 note bianche o vuote al loro interno. Queste sono i suoni fondamentali o di riferimento. Da essi si sprigiona spontaneamente la serie successiva (note nere) sia verso l'alto, sia verso il basso. Il fenomeno è analogo a quello della luce. La luce bianca contiene al suo interno tutti gli altri colori. Detto diversamente i vari colori uniti insieme costituiscono la luce bianca. Questa è quindi la Matrix di un mondo notevolmente più complesso. I sensi umani avvertono sempre la risultante di una manifestazione più ricca e diversificata. Siamo cellule di un'organismo immenso che vedono solo altri elementi singoli e non l'intera struttura. Di un oceano percepiamo la superficie, ma non gli abissi (sottoarmoniche). Di una montagna osserviamo i costoni di roccia, ma non la sua costituzione atomica ( sovrarmoniche).

PITAGORA - IL MONOCORDE E LA SCIENZA DELLA VIBRAZIONE MUSICALE

"Nell'antica Grecia, il dio Apollo era la divinità della musica e della medicina. Esistevano templi di guarigione che usavano la musica come forza principale per armonizzare corpo e spirito. Uno dei pensatori greci più lungimiranti che continua ad influenzare con il suo pensiero la nostra cultura è Pitagora, un filosofo del VI secolo a.C., conosciuto al giorno d'oggi come il padre della geometria. Fu anche il primo intellettuale occidentale a mettere in chiaro le relazioni tra gli intervalli musicali.
La chiave di questa scoperta fu uno strumento molto semplice chiamato monocorde, costituito da una sola corda tirata su una struttura in legno. Usando il monocorde, Pitagora fu in grado di scoprire che la divisione musicale creata dall'uomo dava origine a determinati rapporti. Esaminando gli intervalli creati da questa divisione, Pitagora scoprì che tutti i rapporti numerici potevano essere espressi. Questi rapporti numerici, come 2:1, 3:2, 4:3, erano archetipi della forma, dato che erano dimostrazioni dell'armonia e dell'equilibrio che si potevano osservare in tutto il mondo.
Se, per esempio, una corda viene divisa in 2 parti uguali, la nota che essa produce è di un'ottava più alta della nota prodotta dalla corda intera. Le due parti uguali vibrano in un rapporto di 2 a 1(2:1). Se, poi, la corda viene divisa in 3 parti uguali, la corda vibra in un rapporto di 3 a 1(3:1). Quando la corda è divisa in 4 parti uguali, questa crea un rapporto di 4 a i (4:1). Tornando ai rapporti sviluppati dalle corde armoniche, è evidente che la divisione della corda effettuata dall'uomo segue esattamente i rapporti delle serie armoniche.
È probabile che la nostra comprensione dei rapporti e del sistema matematico che li governa si basi sulle osservazioni di Pitagora in campo musicale. Si dice che abbia detto: "Studiate il monocorde e scoprirete i segreti dell'universo". Dallo studio di un unica corda vibrante si potrebbero scoprire gli aspetti microcosmici della vibrazione sonora e, grazie a questo, si potrebbero studiare le leggi macroscopiche che regolano il cosmo.
Pitagora credeva che l'universo fosse un immenso monocorde, uno strumento con una sola corda tirata tra il cielo e la terra. L'estremità superiore della corda era legata allo spirito assoluto, mentre l'estremità inferiore era legata alla materia assoluta. Attraverso lo studio della musica come una scienza esatta è possibile conoscere tutti gli aspetti della natura. Egli applicò le sue leggi sugli intervalli armonici a tutti i fenomeni naturali, dimostrando la relazione armonica insita in elementi, pianeti e costellazioni.
Pitagora parlò di "musica delle sfere". Pensava che i movimenti dei corpi celesti che si spostavano nell'universo producessero un suono. Questi suoni potevano essere percepiti da chi si era preparato con coscienza ad ascoltarli. La Musica delle Sfere poteva anche essere suonata negli intervalli delle corde pizzicate.
Per Pitagora ed i suoi studenti la Musica delle Sfere era più di una metafora. Si diceva che il maestro greco fosse in grado di sentire i suoni dei pianeti che vibravano nell'universo. Per secoli gli scienziati hanno fatto ipotesi sulla relazione tra il movimento dei corpi celesti ed il suono. Recentemente, usando avanzati principi matematici basati sulle velocità orbitali dei pianeti, un gruppo di scienziati ha abbinato differenti suoni a differenti pianeti. Sembra che esista un'incredibile relazione armonica. Forse questo antico maestro era davvero dotato di un udito in grado di percepire i movimenti astronomici come suono.
Nell'esempio musicale degli armonici, la loro creazione è spiegata dai rapporti matematici osservati sulla corda pizzicata. In realtà gli armonici sono una manifestazione di tutte le forme di vibrazione. L'udito è limitato ad oggetti che vibrano con frequenze tra i 16 ed i 25.000 Hz (le vibrazioni comprese in questo campo sono percepite come suoni udibili), ma questo non significa che, solo perché non possiamo ascoltare suoni al di sopra o al di sotto di questi limiti non ci siamo onde sonore impercettibili ovunque. Tutto ciò che vibra genera armonici. Poiché l'universo è composto unicamente di vibrazioni, ogni cosa crea note fondamentali con armonici, dagli elettroni che ruotano attorno al nucleo ai pianeti che orbitano attorno al sole.
Pitagora aveva una scuola sull'isola di Crotone, dove insegnava le sue spiegazioni ai fenomeni dell'universo. L'antica scuola misterica operava a tre livelli di iniziazione. Il primo livello, quello degli "acoustici", insegnava a riconoscere ed a mettere in pratica le varie proporzioni musicali, spiegate utilizzando il monocorde. Il secondo livello, quello dei "matematici", approfondiva il discorso con la conoscenza dei numeri, ma anche con la purificazione individuale e l'autocontrollo mentale. Prima di accedere al livello successivo era necessario che il discepolo fosse pienamente consapevole nel corpo e nello spirito delle responsabilità legate alle sacre informazioni che stava per ricevere. Il terzo e più alto livello di iniziazione, quello degli "electi", portava all'apprendimento di procedimenti segreti di trasformazione fisica e di guarigione con il suono e la musica. Ben poco è sopravvissuto degli insegnamenti iniziatici più elevati della scuola di Pitagora. Gli insegnamenti relativi ai suoi teoremi di geometria e delle proporzioni musicali sono parte delle nostre conoscenze attuali in campo numerico e acustico. I suoi concetti filosofici, come la Musica delle Sfere, continuano a trovare posto nelle dottrine esoteriche. Ma fino ad ora, i segreti sull'uso del suono e della musica a scopo curativo sono andati perduti. Si dice che Pitagora morì quando la sua scuola a Crotone andò in fiamme. Alcuni suoi studenti proclamarono di aver tramandato i suoi segreti insegnandoli ad altri discepoli in altre terre. "
Alexander-Einar Verdoux

Nell’antichità si riteneneva che l’universo fosse un insieme di sfere concentriche all’interno delle quali si trovasse ciascun pianeta. Durante il movimento di rotazione dei pianeti, ciascuna sfera emetteva un suono che nell’insieme, generava una “celeste sinfonia” di sovrumana bellezza. Porfirio, nella sua Vita Pythagorica, riporta che Pitagora avesse udito per primo l’armonia delle sfere, ossia il suono prodotto dal moto dei pianeti:

"Pitagora udiva l’armonia dell’universo, cioè percepiva l’universale armonia delle sfere e degli astri muoventisi con quelle; la quale noi non udiamo, per la limitatezza della nostra natura.
Porphyrius, Vita Pitagorica"

Successivamente a questa “rivelazione”, Pitagora tentò di riprodurre i suoni uditi sul monocordo, lo strumento a una corda sola da lui costruito. Ma non riuscì immediatamente nell’impresa; soltanto quando, passando davanti a un fabbro, udì i suoni prodotti dai diversi martelli, potè comprendere la legge che sottostava alla generazione dei diversi suoni. Egli intuì infatti che l’altezza del suono (acutezza) dipendeva dal peso del martello e non dalla forza con cui veniva battuto sull’incudine. Tornato al suo monocordo, applicò la medesima legge alla lunghezza della corda, e ottenne i seguenti rapporti musicali/geometrici:
Unisono, rapporto di 1:1
Ottava 2:1
Quinta giusta 3:2
Quarta giusta 4:3
Seconda maggiore 9:8
Sesta maggiore 27:16
Terza maggiore 81:64
Settima maggiore 243:128

Poi Pitagora calcolò le distanze fra i pianeti dal centro dell’universo usando le stesse proporzioni trovate nel monocordo, scoprendo che erano identici: i suoni più acuti erano dati da Saturno e dalle stelle fisse, mentre il sole corrispondeva alla nota centrale, che univa i due tetracordi discendenti.
Questa concezione non era nuova, poiché i Greci fin dall’antichità concepivano il Cosmo come una lira a sette corde suonata da Apollo. Anche Platone, nel Timeo, ripropone la concezione pitagorica del Cosmo a sfere concentriche, interamente regolato da proporzioni geometriche, creato da un demiurgo chiamato spesso Componitore:

Cominciò a dividere così: prima tolse dal tutto una parte, dopo di questa tolse una doppia della prima, quindi una terza, una volta e mezzo più grande della seconda e il triplo della prima, poi una quarta doppia della seconda, una quinta tripla della terza, una sesta che era otto volte la prima, una settima ventisette volte più grande della prima. Dopo di ciò, riempì gli intervalli doppi e tripli, tagliando ancora dal tutto altre parti e ponendole in mezzo a questi intervalli, sicché in ciascun intervallo vi fossero due medi, ed uno superasse gli estremi e fosse superato della stessa frazione di ciascuno di essi, mentre l’altro superasse e fosse superato dallo stesso numero. Originandosi da questi legami nei precedenti intervalli nuovi intervalli di uno e mezzo, di uno e un terzo, e di uno e un ottavo, riempì tutti gli intervalli di uno e un terzo con l’intervallo di uno e un ottavo, lasciando una piccola parte di ciascuno di essi, in modo che l’intervallo lasciato di questa piccola parte fosse definito dai valori di un rapporto numerico, come duecentocinquantasei sta a duecentoquarantatré.
LA LEGGE DELL' OTTAVA
432 hZ














"IN PRINCIPIO FU IL VERBO"



Sii luce dissolvendo le tenebre dell'ignoranza divenendo una cosa sola con l'intero universo. Per essere senza limiti devi svuotarti, liberandoti di cio' che hai imparato, poichè solo un contenitore vuoto è in grado di farsi riempire dall'amore. E' l'amore che apre le porte ai misteri dell'esistenza: la tua essenza piu' profonda. Hai imparato fin troppo! Adesso è il momento di liberarti di ogni forma di concetto precostituito e di vivere nel coraggio, è il momento di tornare all'innocenza. Devi riuscire a sentire ogni cosa proprio come un bambino: solo l'innocenza è in grado di Essere.

Il Princìpio del Vuoto è il Tao del Dragone, è cio su cui si basa non solo la nobile Arte Marziale, ma ogni cosa che esiste e che non esiste. Essere vuoto, privo di pensieri, richiede il tuo coraggio: Solo tu puoi avere il coraggio di non affidarti a schemi mentali per sopravvivere. Per essere tu stesso il Princìpio del vuoto, devi affidare alle sensazioni tutta la tua esistenza. Le sensazioni sono ben piu' potenti e veritiere di qualche tecnica o deduzione mentale ma per riscoprirlo devi metterti in gioco,
un'anima coraggiosa è un'anima che affronta le sue paure.

Distaccati da ogni pensiero e da ogni ogni emozione, distaccati da ogni cosa proprio come se fosse un sogno. In realtà l'universo non è altro che uno straordinario sogno in cui l'amore è il collante di ogni forma di vita. Con questo distacco tutto diventa possibile e divieni un silenzioso meditatore che osserva un fiume. Non cerchi di fermare il corso dell'acqua, rimani in osservazione poichè il flusso segue il suo corso incessantemente. Accetta tutto cio' che vive dentro di te senza giudicarlo, non reprimere, lascia che tutto scorra. Vivere godendoti il presente ti permette di collegarti immediatamente alle tue sensazioni che conoscono ogni cosa, poichè quelle sono le sensazioni dell'intero universo. Tu sei in tutte le cose esistenti e non esistenti.

Solo la gioia di essere vivo e grato di essere nel qui ed ora ti permette di spostare il focus sugli intenti della tua vita. Nel distacco, nel vuoto, sei come l'acqua. Attraversi tutte le porte che si aprono al tuo passaggio e rimani di fronte alle porte chiuse senza fare resistenza. Abbi fiducia e si apriranno da sole!

Fluisci attraverso gli ostacoli poichè l'acqua è come l'amore: trova sempre la via della libertà. Cosi' sei un lago silenzioso in cui l'altro te stesso puo' specchiarsi poichè due onde sono sempre parte del medesimo oceano. L'ego non è un'entita' da combattere ma un processo di pensieri che ha la sua funzione nel mare dell'esistenza. Basta un semplice sguardo verso lo splendore delle onde che brillano sotto il sole che tutto diviene improvvisamente cio' che è sempre stato: la meravigliosa danza dell'UNO!
Aquila senza nido




ALESSIO DI BENEDETTO











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Il PARADIGMA dell’ARMONIA - L'energia informante della musica e il suo impiego tecnologico.
La scienza delle vibrazioni simpatiche è lo studio della musica e l'applicazione delle sue leggi a nuove tipologie d'analisi della realtà e alla realizzazione di nuove fonti d'energia e di nuove tecnologie.

Prima il suono - (NdR - Il Suono e' Armonia ed e' compreso nella Cimatica (La scienza delle onde) -
Il nome Cimatica deriva dal greco “chima”, cioè onda.
“In principio era il Verbo” ed in sanscrito “Nada Brahama”- “Il mondo è suono”La Cimatica è una scienza vecchia come il mondo, se ne parla gia' nei testi Veda.
L’UniVerso e’ un TUTT'UNO energetico manifestato da Vibrazioni.
Tutta la creazione è una sinfonia di suoni, di vibrazioni, in cui le singole parti si inseriscono attratte dalla risonanza con i suoni simili. Quindi la Cimatica e' la scienza che studia le forme prodotte dalle onde ossia dalle frequenze che possono essere sonore, elettromagnetiche ecc.)

La Fisica Vibrazionale è la fisica eretica del futuro, che si occuperà di riunire la Fisica quantistica (micro-oscillazioni), la Teoria delle Supercorde (altrimenti detta Teoria delle stringhe, quelle delle scarpe, all'affannosa ricerca di una struttura dimostrabile, inesistente nella vita della Natura e del Cosmo) e la Teoria della relatività generale (grandi oscillazioni).
La Fisica Vibrazionale è la scienza dell'Armonia, è la scienza dell'Uno-Tutto.
Ogni cosa deriva da un'unica fonte, un'unica forza, un'unica energia: la vibrazione universale.
La fonte energetica ed informante del Cosmo è come una Grande Orchestra da cui tutto scaturisce. La diversità fisica di ciò che appare ai nostri sensi è un aspetto vibratorio situato su altre frequenze (diversi strumenti).
La differenza delle vibrazioni sia nel­la forma sia nel numero, genera tutto il visibile e l'invisibile. Ma siccome le differenze di vibrazioni degli elementi individuabili sono il prodotto di altre oscillazioni (come nel fenomeno delle armoniche superiori e inferiori di un singolo suono) il calcolo di tali elementi può essere solo statistico, indeterminabile, aleatorio, poiché, tali elementi sono costantemente sottoposti a variabili di tempo-spazio negli infiniti UniVersi, collegati tra loro da innumerabili effetti di risonanza (un oggetto vibra se investito da un flusso oscillatorio con caratteristiche analoghe, uguali o proporzionali).
Come nel fenomeno delle sovra e sottoarmoniche di un singolo suono (grandi masse) che sono illimitate, il mutare di ogni vibrazione genera un altro campo di interrelazione globale tra suoni sommatori e differenziali (energia quantistica) ed effetti d'eco (supersimmetria) nelle innumerevoli dimensioni spazio-temporali e di localizzazione delle frequenze (gravita).
E tutto ciò scaturì da un unico Suono-Luce acutissimo che generò, rallentando i suoi ritmi ondulatori, tutto il visibile e l'invisibile negli infiniti mondi vibrazionali.

Fig. 1- Materializzazione della Luce-Suono

Da Newton ad Einstein la scienza moderna si è basata sul principio apparente di massa in contrasto all'energia (come dire che i suoni e le loro armoniche risultanti siano cose diverse e non interdipendenti). Ma l'energia non è che la materia liberata, come la massa è soltanto una vibrazione più lenta, decodificata dal nostro cervello come oggetto percepibile (Matrix).
La massa pertanto, in un nuovo paradigma unificante della fisica, deve essere considerata nient'altro che la forza cristallizzata, come l'architettura è musica pietrificata, ove l'oscillazione - sempre presente - sfugge ai nostri sensi.

Come Tutto nell'UniVerso vibra, nel corpo umano altrettanto. Lo studio della vibrazione e lo studio delle energie informanti il Cosmo, la Natura e l'Uomo. Solo in questo modo potremo correlare ogni cosa (Materia e Antimateria) in un paradigma omnicomprensivo, l'unico che tornerà a vantaggio dell'intera Umanità (Homo nomini deus est: Ogni Uomo è un dio per l'altro uomo).
Per comprendere tutto ciò basta considerare il potere informante del suono nei confronti dell'acqua e delle polveri finissime, come rilevò già Chladni duecento anni fa, e che in epoca recente trova i suoi sostenitori in Hans Kayser, Hans Jenny e Masaru Emoto (vedi FIG 2.

Fig. 2: Ernst Chladni (1756-1827) riferisce - nella sua opera Entdeckung ùber die Theorie des Klanges (1787 d. C.) - che facendo vibrare con un archetto una lamina di metallo, sulla quale si è sparsa della sabbia finissima, questa va a disporsi secondo figure geometrie e sonore regolari.
Un pensiero simile anima il modello acustico, presente negli Yamras indiani (diagrammi simbolici per la meditazione): "Tutto ciò che noi osserviamo e percepiamo nell'universo - dai pensieri alle idee, fino alla materia - è suono ad un determinato grado d'intensità".

Il numero sonoroLa Fisica Vibrazionale evidenzia pertanto le azioni e le interazioni delle frequenze polari e nucleari (senza polo o depolarizzate) e le associazioni simpatiche risultanti (effetti a catena dell'energia vibratoria: dalla luce al suono, dall'energia alla massa e viceversa). Tali azioni polari (attrattive) o nucleari (centrifughe) sono la causa della massa e dell'energia apparenti, generate dall'ampiezza vibratoria, dalla velocità, dal numero e dalla periodicità oscillatoria. In un paradigma distico, ogni aspetto parziale del Nucleo vibrante originario deve essere considerato collegato a lutti gli altri: nessuna cosa nell'UniVerso è isolata.
Nel Cosmo vi è un'interrelazione globale dai quark alle galassie che formano la sinfonia universale. Lo studio della musica e dell'Armonia ci fornisce un paradigma relativistico (due o più suoni formano un unico sistema vibrante di tipo cooperativo), contiene in sé il princìpio di non-località (una fonte sonora mette in risonanza tutto ciò che la circonda, modificandolo con le sue energie informanti: una corda di una chitarra provoca la vibrazione dell'aria contenuta nella cassa armonica che accelera i processi comunicativi delle molecole dell'aria).
Le altissime frequenze contenute in un campo oscillante di atomi e molecole rappresentano una sinfonia di onde vibrazionali ad interrelazione globale (energia elettrodebole, magnetica e gravitazionale).
Il loro effetto informante deriva dalle caratteristiche della relazione totale, come ebbe a rilevare il pitagorico Giamblico nel III secolo dell'era volgare, a commento dell'aritmetica elementare di Nicomaco, ove si rivaluta la filosofia del numero sonoro. (Figura 3)

Fig. 3: Il Lambdoma di Nicomaco: ogni cosa visibile nell'Universo è il prodotto della Luce-Suono originaria, la Fonte Ardente che informa di Sé l'ologramma cosmico.

Tutte le linee di forza atomiche e nucleari esistenti nel micro e nel macrocosmo sono diversi aspetti di energie misurabili in termini di frequenza, e queste frequenze possono essere manipolate per generare e liberare grandi potenziali energetici e per modificare il sistema gravitazionale, magnetico ed elettrico e persino la forma degli oggetti oscillanti. Questo processo non richiede tante energie come ad esempio in un reattore nucleare, poiché è il sistema cooperativo tra le varie forze vibranti che, come in un raggio laser, focalizza la Fonte Ardente Originaria (Campo di Higgs) in un'onda organizzata, che stimola l'Uno-Tutto a riunire ogni cosa apparentemente diverso nell'Amor. La Natura è sottile e le sue energie vanno risvegliate con mezzi sottili, con informazione basata sull'Amore, sulla riunificazione cooperativa.
La scienza vibrazionale dimostra, in tal modo, che tutte le cose sono relazionate e che gli effetti risultanti dall'organismo oscillante sono la naturale conseguenza della caratteristica della relazione. In analogia all'Harmonia Nucleopolare della musica, una correlazione vibratoria comprende una forza attiva, una ricettiva e una neutra, come si può rilevare dalla struttura degli accordi maggiori e minori.
In essi, i vettori energetici propulsivi generano differenze di potenziale, il cui principio può essere applicato ad ogni campo della produzione energetica. (Vedi figure 4 e 5).

Fig. 4: Vettori energetici presenti negli accordi musicali, vettori determinati dalla terza maggiore do-mi (verso l'alto) e mi-do o sol-mib (verso il basso).
Tali frequenze, aumentate fino alle estreme conseguenze, generano, se incanalate attraverso dei superconduttori, energie di potenza inimmaginabile.

Qui risiede la forza e la potenza nascosta della Fisica basala sulla prassi vibrazionale. Un'onda concordante, composta di frequenze armoniche, tende a compattare le microscillazioni subatomiche ("particelle"), generando forze di potenza inaudita. D'altro canto, forme d'onda discordanti tenderanno a far esplodere le micro-particelle e l'aggregato, causando un collassamento, che come nelle stelle producono energie infinite, interminabili.
Come affermava sul finire del secolo XIX, il fisico statunitense John Keely: "La comprensione del mare di energia nel quale siamo immersi ci potrà far viaggiare senza carburante, levitare istantaneamente e ci permetterà di spostarci alla velocità del pensiero in un'altra galassia o in un'altra spirale del tempo".
La vibrazione (Forza Debole, secondo la fisica ufficiale) è dappertutto, non ha luoghi privilegiati, tipo il petrolio, il gas, il carbone. Il paradigma della fisica vibrazionale mostra l'interconnessione fra tutte le cose e le forze.

Fig. 5: Vettori energetici di tipo nucleopolare, facenti perno sul do come fulcro vibrante, da cui si sprigionano le energie vibratorie.

Fig. 6: John Keely, Harmonia nucleopolare a livello di aggregazione della materia nel macro e nel microcosmo con le sue leggi centrifughe, centripete e neutre.
Questa legge può essere divisa in tre parti:
1 - Legge dell'assimilazione: ogni oggetto individualizzato assimila se stesso a tutti gli altri oggetti
2 - Legge dell'individualizzazione: ogni oggetto tende ad assimilate tutti gli altri a se stesso.
3 - Legge del dominante: ogni tale oggetto è tale in virtù dell'altezza della forza del dominante che controlla queste due tendenze.

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