lunedì 11 maggio 2015

La fornicazione, dei Nefilim





I NEFILIM: SESSO E SEMIDEI
I riferimenti della Bibbia alla preistoria umana fanno una rapida carrellata attraverso le generazioni successive a Enoch - suo figlio Matusalemme che generò Lamech, che generò Noè ("Tregua") - guidandoci fino all'avvento principale: il Diluvio.

Si trattò davvero di una catastrofe epocale, come direbbero oggi i giornalisti: un evento di portata globale, uno spartiacque, in senso figurato e letterale, nelle relazioni fra uomoni e divinità.

Ma dietro alla narrazione del Diluvio, si cela un incontro divino completamente nuovo: un episodio, senza il quale, la narrazione stessa del Diluvio perderebbe la sua logica giustificazione.

La storia del Diluvio si apre nel capitolo 6 della Genesi con otto versi enigmatici, che si presuppone avessero la funzione di spiegare ai posteri come era potuto accadere che il Creatore si fosse rivoltato contro le sue stesse creature, giurando di cancellarle dalla faccia della Terra.

Il quinto versetto dovrebbe offrire al contempo una giustificazione e una spiegazione: <<E Yahweh vide che la malvagità degli uomini era grande sulla Terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male>>.
Perciò (versetto 6) <<si pentì di aver fatto l'uomo sulla Terra e se ne addolorò in cuor suo>>.

Ma questa spiegazione della Bibia, che punta il dito contro il genere umano, non fa altro che aumentare la perplessità in merito ai primi quattro versetti di quello stesso capitolo, il cui soggetto non era l'umanità, bensì le divinità, e il cui fulcro è il matrimonio misto fra "i figli di Dio" e "le figlie degli uomini".

E se riflettiamo su cosa ha a che fare tutto ciò con il Diluvio come punizione per l'umanità, la risposta è semplice: sesso ... non sesso fra umani, bensì sesso divino. Incontri divini fimnalizzati a rapporti sessuali.

I versetti d'inizio della narrazione del Diluvio nella Bibbia, sono stati una vera chicca per i predicatori: <<C'erano sulla terra i giganti a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli>>.

Questa è la traduzione che si trova comunemente nelle varie edizioni della Bibbia, ma non è quanto recita la Bibbia che parla di Nefilim (e non di - giganti) letteralmente "Coloro che erano discesi" - i "figli degli Elohim" discesi sulla Terra dai cieli (ma, badate che non si parla di "Figli di Dio").

E i quattro versi, decisamente incomprensibili, che, secondo gli studiosi sono retaggio di una qualche fonte precedente e più esaustiva, diventano finalmente comprensibili se ci si rende conto che il soggetto non è il genere umano, bensì le divinità. Tradotto correttamente, ecco come la Bibbia descrive le circostanze che precedettero e che culminarono poi nel Diluvio:

Quando gli uomini
Cominciarono a moltiplicarsi sulla Terra
e nacquero loro figlie,
i figli degli Elohim
videro le figlie dei terrestri
videro che erano compatibili.
E ne presero per mogli quante ne vollero.

C'erano sulla terra i Nefilim
a quei tempi - e anche dopo -
quando i figli degli Elohim
coabitavano con le figlie dell'Adamo
e queste partorivano loro dei figli.

Il termine biblico Nefilim, i figli degli Elohim che si trovavano allora sulla Terra, è l'equivalente del termine Anunnaki, citato dai sumeri ("Coloro che dal cielo scesero sulla Terra"); la stessa Bibbia (Numeri 13, 33) indica i Nefilim come "figli di Anak" (traduzione ebraica di Anunnaki).

Nel periodo che precedette il Diluvio i giovani Anunnaki maschi iniziarono ad avere rapporti sessuali con "giovani figlie degli uomini", ed essendo geneticamente compatibili, queste partorivano loro dei figli - figli in parte mortali e in parte divini: i semidei.

Che tali semidei fossero presenti sulla Terra in epoca postdiluviana è semplicemente documentato dai testi del Medio Oriente, in riferimento sia ai singoli individui (come Gilgamesh sumero), sia a lunghe dinastie (come quella di trenta semidei in Egitto che precedettero i faraoni).

Ma nel preambolo biblico al Diluvio si afferma che i "figli degli Elohim" - figli del DIN.GIR - avevano iniziato a "prendere mogli" fra le femmine umane, ben prima del Diluvio. Le fonti sumere che si occupano dei tempi antidiluviani, delle origini dell'umanità e della civiltà, includono la storia di Adapa.

Abbiamo già affrontato il problema se essere "discendente di Ea" significava semplicemente che lui era un essere umano che discendeva dall'Adamo che Ea aveva aiutato a creare o, più letteralmente (come ritengono numerosi studiosi) , che fosse il figlio nato da un rapporto fra Ea e una femmina umana, il che avrebbe fatto di lui un semidio.

E se questo significava che Ea/Enki aveva tradito la propria sposa ufficiale, la dea Ninki, non bisogna scandalizzarsi: numerosi testi sumeri descrivono dettagliatamente le performance sessuali di Enki.

In un episodio lo troviamo alle prese con Inanna/Ishtar, nipote del fratellastro Enlil, e fra le sua altre scappatelle, ricordiamo la determinazione di avere un figlio maschio dalla sorellastra Ninmah; ma pioché gli era nata solo una figlia femmina, lui continuò ad avere relazioni sessuali con la successiva generazione di dee, e con quella successiva e con quelle successive ancora.

Enmeduranki, settimo patriarca e decimo sovrano di una Città degli Dèi fu forse uno dei tali semidei? I testi sumerici non sono espliciti a riguardo, ma sospettiamo che lo fossero (in questo caso suo padre sarebbe Utu/Shamash).

In caso contrario, perché mai una Città degli Dèi (in questo caso Sippar) sarebbe stata posta il suo comando, in una sequenza nalla quale tutti i sei precedenti sovrani erano capi Anunnaki? E come sarebbe potuto regnare a Sippar per 21.600 anni se non avesse avuto il beneficio genetico della relativa "immortalità degli Anunnaki?

Pur se la Bibbia non rivela quando ebbe inizio questa promisquità fra umani e Anunnaki, ma solo che <<gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla Terra>> e a diffondersi, il libro pseudo-epigrafico rivela che l'attività sessuale di giovani déi era diventata un problema pressante nel periodo di Enoch ben prima del Diluvio (Enoch infatti era il settimo patriarca dei dieci antidiluviani).

Stando al Libro dei Giubilei, infatti una delle faccende in merito alle quali Enoch aveva <<portato testimonianza>>, riguardava <<gli angeli del Signore che erano discesi sulla Terra e che avevano peccato con le figlie degli uomini, coloro che avevano iniziato a unirsi - e perciò si erano contaminati - con le figlie degli uomini>>.

Stando a questa fonte, questo era un peccato molto grave commesso dagli "angeli del Signore", una "fornicazione" <<dove, violando le regole della loro legge, andarono dietro le figlie degli uomini, e ne presero in moglie tante quante ne vollero, causando così l'inizio dell'impurità.

Il Libro di Enoch getta ancora più luce su quegli avvenimenti:

E accade quando i figli degli uomini
cominciarono a moltiplicarsi
e naquero loro figlie belle e piacenti.
E gli angeli, i Figli del Cielo,
le videro e ne furono attratti
e si dissero: <<Andiamo a scegliere mogli
fra le figlie degli uomini che ci partoriranno dei figli>>.

Stando a questa fonte non si trattò di iniziative sporadiche di un singolo di un qualche giovane Anunnaki che aveva ceduto al piacere dei sensi. E ben chiaro che alla pulsione sessuale si aggiungeva il desiderio di avere figli.

E che la scelta di prendere mogli umane fu una decisione presa deliberatamente da un gruppo di Anunnaki che agiva di comune accordo.

Così si riunirono tutti e fecero un giuramento per <<compiere questa azione>> pur se era in aperta violazione della "regola della loro legge". Gli angeli, scesero sul monte Hermon (monte del giuramento) nell'estremità meridionale del Libano, <<erano in duecento, coloro che nei giorni di Jared discesero sul monte Hermon.

I duecento si divisero in sottogruppi di dieci; "i capi dei Dieci". Tutta questa impresa, dunque, era stata ben orchestrata da un gruppo di <<figli degli Elohim, privati del sesso e senza figli>> che volevano porre rimedio a questa incresciosa situazione.

E ovvio che nei libri pseudo-epigrafici il coinvolgimento sessuale delle creature divine con le femmine terrestri non risultasse altro che desiderio, fornicazione, contaminazione - un peccato degli "angeli caduti". La prospettiva prevalente, infatti, coincide con quella della Bibbia, ma non è corretta.

Da rimproverare, e perciò da dover punire, spazzare via dalla terra, sono i figli dell'Adamo, non i figli degli Elihim. Questi ultimi infatti, vengono ricordati con affetto: il versetto 4 li ricorda come <<i potenti di Olam, il popolo degli shem - il popolo delle navicelle spaziali.>>

Dalle mie letture: "La bibbia degli dèi" pag. 86,87,88,89,90,91
di Zacharia Sitchin.

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