lunedì 11 maggio 2015

Alienologia: Le Mantidi (Insettoidi)




Lo Scorpione nella Mitologia
Selkis (o anche Serket, Selqet, Selket, Selkit, Serqet) era, nella religione egizia, la dea scorpione della magia, dea funeraria insieme a Iside, Nefti e Neith, aveva il compito di proteggere uno dei vasi canopi: Qebeshenuf, dalla testa di falco, che conteneva gli intestini.



Veniva rappresentata con l’immagine stilizzata di un pungiglione di scorpione sul capo, più raramente con l'immagine di un scorpione con il volto da donna e nella sfera medica, proteggeva dalla puntura dello scorpione, degli insetti velenosi e dei serpenti.



La dea, inoltre, veniva associata alla costellazione dello Scorpione, tanto che nel Libro dei Morti degli antichi egizi, molte delle creature celesti cercavano di ostacolare il viaggiatore in tutti i modi; ad esempio, cercando di rubare al morto il testo senza il quale egli sarebbe perduto, e la loro condotta, da come era descritta nei testi sull’Aldilà, risultava nel complesso strana.



Così, nel capo.32 del Libro dei Morti, il coccodrillo dell’Ovest fu accusato di aver divorato certe stelle, ma l’Anima ben premunita sapeva come affrontare i mostri celesti e il viaggiatore si rivolse, quindi, al coccodrillo del Nord con queste parole:


“Va indietro, perché la dea Selkis è dentro di me e io non l’ho ancora data alla luce”.

Ma Selkis, situata al di sopra della coscia del Toro rappresentava un opposizione anche al perpetuo centro dell’attenzione Sirio/Sothis.



Addirittura nell’epopea di Gilgames, Enkidu malato e in preda alle allucinazioni, la considerava una “puttana”, madre di sette figli con i quali intratteneva con essi rapporti sconvenienti. Originariamente, la parte di cielo che ci è nota come Bilancia era infatti occupata dalle chele dello Scorpione, infatti i Greci chiamavano questa zona Chelai (in latino Chelae), che significa appunto «chele», una identificazione che perdura nei nomi delle singole stelle della Bilancia.



Oggi, a separazione avvenuta, la Bilancia è una costellazione appena più grande dello Scorpione, ma molto meno visibile. L'influenza di tale non separazione dei due segni zodiacali si trova riflessa in alcune raffigurazioni basate sulle opere astronomiche degli autori greci antichi. Gemino, scrittore che fiorì verso l'80 a.C., fu il primo che distinse il settimo segno zodiacale, utilizzando il termine Zugos, tradotto poi da Cicerone come Jugum.



Il termine Libra fu formalmente adottato dai Romani nel Calendario giuliano. Nella mitologia questa figura mitica risultava essere lo scorpione che punse a morte Orione il cacciatore, per quanto ci siano resoconti diversi a riguardo delle circostanze in cui ciò avvenne.



Eratostene ne offre due versioni, nella sua descrizione dello Scorpione dice che Orione cercò di violentare Artemide, la dea della caccia, e che lei mandò lo scorpione a colpirlo, una versione che è sostenuta da Arato di Soli. Ma quando parla di Orione, Eratostene dice che la Terra mandò lo scorpione a pungere Orione dopo che lui si era vantato di potere uccidere qualsiasi animale selvaggio.



Anche Igino riporta entrambe le storie, mentre Arato dice che la morte di Orione avvenne sull'isola di Chio, ma Eratostene e Igino la fanno accadere a Creta: in entrambi i casi, la morale è che Orione fu punito per la sua tracotanza.



Sembra che questo sia uno dei miti greci più antichi e che la sua origine potrebbe derivare semplicemente dalla sua posizione nel cielo, dato che le due costellazioni sono sistemate una di fronte all'altra in modo che Orione tramonta mentre il suo conquistatore, lo scorpione, sorge. Ma in realtà la costellazione è molto più vecchia dei Greci stessi, poiché i Sumeri la conoscevano come GIR-TAB, lo Scorpione, più di 5000 anni fa.



Lo Scorpione effettivamente assomiglia a uno scorpione vero e proprio, soprattutto nel particolare della disposizione ricurva delle stelle che formano la coda, con il pungiglione sollevato pronto a colpire, tanto che le vecchie carte celesti mostrano un piede di Ofiuco che goffamente si sovrappone al corpo dell'animale.





La costellazione dello Scorpione
Lo Scorpione (in latino Scorpius, abbreviato in Sco) è una costellazione dello zodiaco e si trova tra la Bilancia ad ovest e il Sagittario ad est.



L'eclittica transita solo nella parte superiore della costellazione, entrando nell'Ofiuco prima di arrivare al Sagittario, ma essendo una delle più brillanti costellazioni del cielo, si individua con estrema facilità ed è uno dei principali riferimenti nel cielo stellato. Lo Scorpione non è una costellazione particolarmente estesa, ma contiene una disposizione di stelle luminose che ben ricordano la figura di uno scorpione, inoltre, si trova vicino al centro della Via Lattea, il quale ricade tra le costellazione dell'Ofiuco e del Sagittario.



La sua stella più appariscente è la rossa Antares, il cuore dello scorpione e la costellazione, possiede, inoltre, il più alto numero di stelle di magnitudine più brillante di 3,0.



La costellazione si snoda poi verso sudest rispetto ad Antares, dapprima con una concatenazione di stelle di seconda e terza grandezza e poi con un gruppo più raccolto nella parte più meridionale, in sovrapposizione con uno dei tratti più brillanti della Via Lattea. Lo sfondo dell'intera costellazione ad occhio nudo appare molto ricca di stelle, grazie alla presenza di alcune associazioni di stelle giovani relativamente vicine a noi.



Lo Scorpione è una costellazione dell'emisfero australe, dalle regioni europee è osservabile per intero solo dalle coste mediterranee, ossia a partire dal 45º parallelo nord. Nell'emisfero australe invece è ben visibile per gran parte dell'anno, i mesi migliori per la sua osservazione comunque sono quelli che corrispondono all'estate boreale, da maggio ad agosto.



Nell'emisfero nord è una delle più tipiche figura dei cieli estivi, tanto che il suo tramontare subito dopo il tramonto del Sole indica che l'estate volge al termine. Grazie alla sua posizione sovrapposta alla Via Lattea, il cui centro ricade poco distante, questa costellazione comprende molti oggetti del profondo cielo, concentrati in particolare nella parte sud-orientale.



Tra gli ammassi aperti, uno dei più luminosi è M7, ben visibile anche ad occhio nudo, è formato da un gran numero di stelle a partire dalla sesta magnitudine, un altro ammasso ben noto, a breve distanza, è il denominato Farfalla, (M6), più piccolo del precedente, ma visibile anch'esso ad occhio nudo e risolvibile con facilità.



Di grande importanza è NGC 6231, posto nella parte più meridionale della costellazione, che risulta collegato anche ad altri ammassi aperti vicini, tutti visibili ad occhio nudo come un'unica macchia chiara allungata da nord-est a sud; si tratta in realtà di una vasta e brillante associazione OB, nota come Scorpius OB1, posta nel cuore del Braccio del Sagittario, il braccio di spirale galattico subito più interno al nostro.



Un altro ammasso aperto, NGC 6124, si trova poco ad ovest di questo sistema, vicino al confine con il Regolo. M80 è un altro ammasso globulare, meno esteso in dimensioni apparenti, ma più concentrato, visibile pochi gradi più a nord, mentre tra le nebulose planetarie, la più brillante è la Nebulosa Farfalla (NGC 6302) una nebulosa bipolare dalla forma molto complessa.



Un grande complesso di nebulose diffuse circonda il gruppo di stelle della testa, da Graffias fino ad Antares, questo sistema, noto come IC 4606, si estende anche al di fuori dello Scorpione, andandosi a congiungere con un altro sistema di nebulose oscure ben visibili come macchie d'ombra sul chiarore della Via Lattea nella costellazione dell'Ofiuco.



Lo Scorpione contiene anche alcune stelle con un sistema planetario conosciuto ma molto remote, alcune situate proprio nel bulge galattico, fra queste vi sono OGLE-2005-BLG-071L e OGLE-2005-BLG-390L, probabilmente delle nane rosse, la prima con un gigante gassoso e la seconda con una super Terra.



PSR B1620-26 è invece una pulsar situata all'interno dell'ammasso globulare M4, che possiede un pianeta, soprannominato "Matusalemme", con una massa doppia rispetto a quella di Giove.





Il Sistema Solare e il pianeta nel quale vivono
Dalle informazioni raccolto sino ad oggi nelle nostre ricerche, sappiamo che il loro sistema solare è formato da 4 pianeti interni di tipologia terrestre:



il primo, che si trova più vicino al loro sole, ha una grandezza simile alla Terra, ma somigliante molto al nostro Mercurio, in quanto oltre ad essere caldissimo (in alcune zone la roccia è quasi fusa) è costellato di crateri da impatto


il secondo pianeta è quello delle Mantidi, grande quasi il doppio del nostro


il terzo pianeta è grande più o meno come Marte ma completamente ricoperto di acqua e da una spessa foresta pluviale, da qui viene importata l'acqua dolce, utilizzata per vari scopi sul pianeta delle Mantidi, ma anche alcune forme di vita che permettono loro di creare dei sofisticati robot-biologici


il quarto è un pianeta poco più piccolo della nostra Terra, ricoperto di roccia e di ghiaccio

Infine, si trova un gigante gassoso grande il doppio di Giove, un pianeta molto instabile, probabilmente una stella nana mancata, mentre oltre la “fascia interna” se ne trova un’altra, ma formata da asteroidi e planetoidi di varia grandezza, composizione e forma.



Data la mole del gigante gassoso, molti asteroidi vengono assorbiti dalla forza magnetica provocando spettacolari impatti sul pianeta gigante, rendendolo ancora più instabile. Il terzo pianeta è unico e particolare, anch'esso come il pianeta delle Mantidi non ha grandi formazioni geologiche, quanto piuttosto è per la maggior parte pianeggiante, ricoperto per il 90 % di acqua dolce e di una fitta foresta pluviale (il restante 10 % è solo di terre emerse); su questo pianeta la vita si è sviluppata maggiormente, non solo per varietà e complessità della flora, ma anche della fauna.



La razza delle Mantidi vive su un pianeta semiarido, una sorta di mondo simile al nostro deserto del Sahara o i deserti americani, molto secco, con poche zone umide, dove ai poli continua questa aridità ma ovviamente molto più fredda (anche se non c’è del ghiaccio, salvo in minuscole quantità).



Ancora sconosciuto è il nome del pianeta e del sistema solare, del loro sole e della costellazione in cui si trovano, anche se recenti ricerche fanno presumere che si trovi tra le stelle della Costellazione dello Scorpione, mentre da altre fonti è emerso il nome di quello della Vergine.



Le informazioni pervengono in una lingua incomprensibile e che la nostra mente non riesce a tradurre con facilità, quindi la maggior parte delle conoscenze che abbiamo sono state decifrati tramite immagini e visioni, piuttosto che in dati. Il pianeta dove vivono è pianeggiante con poche catene montuose degne di nota, esistono anche delle particolari forme di vita vegetali, ma sono molto sporadiche e che sopravvivono grazie al terreno alcalino nel quale è presente molta salinità.



A quanto pare, anticamente il pianeta era ricoperto di acqua salato/acida, lentamente si è poi prosciugata a causa di una attività intensa del sole (molto più grande del nostro), molta acqua è evaporata, rendendo molto più densa l’atmosfera, mentre moltissima è penetrata nel terreno scendendo a grandi profondità, dove ancora si riesce a trovare.



Per sopravvivere non necessitano di molta acqua, piuttosto di sale che trovano in quantità enormi su tutto il pianeta, mentre, quando ne hanno bisogno in eccesso o scarseggia, la prelevano dal terzo pianeta, come sappiamo completamente ricoperto d'acqua e da una folta vegetazione, dal quale la trasportano con apposite astronavi cisterna. La storia del pianeta delle Mantidi è molto antica e complessa, all'inizio il loro sole, più grande quasi di un terzo del nostro, permise uno sviluppo consistente tanto da ricoprirlo quasi interamente di acqua salata, contenuta in vastissimi oceani.



A seguito dell'instabilità dell’astro, causata anche dalla particolare formazione del nascente sistema solare, il pianeta si surriscaldò, creando un effetto serra simile a quello che si pensa sia avvenuto su Venere, ma permettendo al pianeta di restare caldo il giusto per la sopravvivenza di forme di vita. Grazie alla massiccia evaporazione di acqua, l'atmosfera si fece più densa e spessa, senza contare che la grandezza del pianeta stesso e la sua durata giornaliera di ben 46 ore, permise un equilibrio nel perpetuarsi della vita.



Tantissima altra acqua, fu invece assorbita dal terreno anche a grandi quantità, in parte restando liquida, in altre a causa dell'evaporazione, creando vasti giacimenti di sale. L'unica forma di vita che sopravvisse è quella delle Mantidi (un tempo esseri acquatici, poi evoluti in terrestri con una sorta di ciclo biologico dilatato in milioni di anni, simile a quello che in piccolo avviene con la zanzare tra il passaggio larvale in acqua, sino alla maturazione completa nell'aria).



Esistono anche altre forme di vita, sopratutto vermi di varia grandezza e tipologia che vivono sotto il suolo e che spesso infestano i tunnel o gli agglomerati in cui vivono le Mantidi.



Come scritto in precedenza vi si trovano pochissime forme vegetali, sopravvissute e che un tempo erano forme di vita acquatiche (alghe), che si sono adattate al nuovo clima e che vivono sfruttando, come le Mantidi, i principi nutritivi del terreno alcalino, ricco di sale. Il pianeta ha un sistema meteorologico relativamente stabile e poco complesso, si può dire che non ci sono eventi estremi, ma generalmente quieti.



Essendo molto più grande del nostro, ha un sistema di correnti d'aria unidirezionali, che cambia ai poli in modo concentrico. Il risultato è che metà pianeta rimane ricoperto da una coltre di nubi che si sposta lentamente per centinaia di chilometri il giorno, mentre l'altra metà risulta sgombra. La zona di formazione massima dei sistemi nuvolosi è l'equatore del pianeta, ovviamente regione più calda del pianeta, e da questa fascia si formano altre nubi che seguono le correnti verso nord (e speculari verso sud), che unite alle altre, si spostano poi per tutto il pianeta.



Da queste nubi cadono delle leggerissime piogge e l'acqua di cui sono formate è molto acida, pertanto, durante il moto di questo gigantesco e compatto sistema nuvoloso su tutto il pianeta, una fascia trasversale del pianeta, che dall'equatore va in direzione verso nord e nell'altro emisfero verso sud, viene bagnata da questa pioggia e che una volta caduta a terra, da vita ad uno spettacolo a dir poco incredibile.



Questa acqua è in grado di far germogliare una particolare forma di vita vegetale, che per costituzione è simile ai nostri coralli, ma di colore verde.



All'inizio si presenta come un muschio verde e fitto che lentamente ricopre il terreno arido, con il caldo e le altre piogge, che comunque continuano a cadere, si allarga continuando ad estendersi sul pianeta e a crescere a dismisura, infine, passato l'ammasso nuvoloso e grazie alla luce del sole, questa erba o muschio, comincia a solidificarsi, prendendo l'aspetto di questo simile corallo di colore verde.



Questa forma vegetale (diversa dall'altra descritta in precedenza e che si trova solamente nelle zone più a nord e più a sud, dove le nubi non arrivano quasi mai) che nasce e prolifera in immense regioni del pianeta è la principale forma di sostentamento delle Mantidi, praticamente il loro cibo preferito e dal quale traggono tutti i principi nutritivi per vivere. In questo senso sono molto fortunati, hanno un sistema planetario funzionale ad uso e consumo per la loro specie, modalità a cui si sono adattati in milioni di anni di evoluzione in modo pressoché perfetto.



L'atmosfera del pianeta è molto particolare, si potrebbe dire che è una via di mezzo tra la nostra atmosfera terrestre e quella marziana, come se il pianeta fosse una fusione effettiva dei nostri due: vi si trova un'alta percentuale di Anidride Carbonica che rende le forme di vita giganti (sia le Mantidi, che quelle vegetali e le altre), ma anche Azoto, Ozono, Ossigeno, sopratutto Argon, Metano e altri composti in quantità scalari e bene equilibrati.



Per un essere umano vivere in un ambiente simile sarebbe pressoché impossibile, come per loro è difficoltoso sopravvivere al nostro, ad esempio: l'eccesso di Azoto e il troppo Ossigeno, provoca stati alterati della loro coscienza, con squilibri delle capacità psichiche e che possono portarli persino alla morte.



Una curiosità che potrebbe sorprendere un essere umano in vacanza su questo pianeta, è la presenza di un forte odore alcalino, simile a quello che si avverte nel liquido contenuto nelle nostre pile o batterie.





Le Mantidi
Esistono tre tipologie diverse di Mantidi: la prima, la più comune e conosciuta con una pelle di colore verde, una seconda dalla pelle color bruno, infine la terza che si trova al vertice di una gerarchia più importante, quella delle Mantidi Bianche; sopravvive anche una variante di Mantide dalla pelle color ruggine dorato, ma sembra che questo colore derivi da una specie di mutazione, un po’ come avviene ai nostri esseri umani albini.



Secondo il tipo di Mantide (verde, bruna, bianca, etc.) esistono diverse altezze e come accade per noi umani, possono esserci differenze per ogni individuo, sia con effetti di nanismo sino al gigantismo: le Mantidi più basse misurano sui due metri, in casi rari anche meno, le più alte possono arrivare addirittura sugli otto o persino dieci metri di altezza, quindi, in media, la loro statura misura tra i quattro e i sei metri.



Non hanno vere e proprie città in cui vivono, piuttosto una rete sotterranea di tunnel che si estende su quasi tutto il pianeta e dove, in alcune zone, esistono alcuni agglomerati dove convivono più esseri insieme.



I tunnel e gli agglomerati (che noi chiamiamo città, anche se sono del tutto diverse) sono scavati nel terreno sabbioso e in più in profondità nella roccia, per similitudine, sono simili ad un formicaio, ma ovviamente gigantesco e su scala quasi planetaria. Dopo l'acquisizione della tecnologia, hanno, per così dire, avviato un ammodernamento della struttura interna di questi "formicai", o meglio "mantidai", e del loro stile di vita, diventando meno duro e più sopportabile.



La struttura sociale è molto semplici: a capo esiste un elite, quella delle Mantidi Bianche, la razza più antica soggetta a gigantismo, ermafrodita, caratteristica che ha permesso la loro purezza sino ad oggi, subito dopo si trovano le Mantidi Brune, per il 98 % sono costituite dal sesso femminile (il restante 2 % delle Mantidi brune è anch'esso ermafrodito) e dall'unione delle Mantidi Bianche e delle Mantidi Brune nascono le Mantidi Verdi, riprodotte in grandi quantità dal momento che sono usate come operaie per ogni tipo di lavoro immaginabile e, dopo l'avvento tecnologico, anche per scopi scientifico-militari.



Curiosamente, molte Mantidi Verdi non conoscono i genitori e la maggior parte di loro ignora persino l'esistenza di questa elite formata dalle Mantidi Bianche.



Per riprodursi, invece, ritornano in superficie, esistono zone di "coltivazione della specie" dove a contatto della terra si trovano dei bozzoli bianco/grigi di notevoli dimensioni, collegati per un gambo al terreno e dal quale prendono evidentemente nutrimento. Dentro questi bozzoli sono messi e si sviluppano i piccoli feti (simili alle uova, ma molto diversi), che una volta schiusi, porteranno alla nascita della vera e propria Mantide.



Questi bozzoli, dove vengono messi a formare i feti di Mantide, sono delle vere e proprie batterie biologiche, in quanto usano le sostanze alcaline (e non solo) presenti nel terreno per nutrirli. I bambini di Mantidi sono molto piccoli, ogni ovulo che è inserito nei bozzoli di coltivazione, ha una grandezza variabile di un minimo di 50 centimetri (Mantidi Verdi) sino a 1,50 / 2 metri (Mantidi Brune e Bianche).



Anticamente sul pianeta esistevano diverse fazioni o famiglie, le quali si fecero lunghissime e sanguinose guerre, combattute spesso sulla superficie per avere la supremazia e un potere incontrastato. Successivamente, per salvaguardare la specie e la sopravvivenza, si innescò un processo di assimilazione dei vari clan e dei mantidai, contribuendo alla costituzione di un potere centralizzato che permise di raggiungere un elevato livello sociale in breve tempo.



Unite alle loro potenti facoltà psichiche, questi requisiti furono necessari per l'acquisizione della tecnologia da parte delle Gerarchie Superiori aliene che, in tempi remoti, visitarono il pianeta e aiutarono le Mantidi a progredire sino ad un livello capace di avviare tutta una serie di trasformazioni e conquiste. La tecnologia fu pertanto importata, grazie alla particolare evoluzione della specie, permettendo il consequenziale svilupparsi di molte facoltà psichiche e, grazie a queste capacità, vennero poi scelti da altre razze superiori aliene per far parte di determinati progetti.



Attualmente sappiamo che usano poco la forza fisica, tutto ciò che fanno è grazie ai loro poteri mentali, i quali, grazie alla tecnologia, sono stati ovviamente amplificati, permettendo così di far fare lavori impossibili a tutta una serie di robot o macchine semi biologiche, create manipolando le forme animali presenti sul pianeta acquatico presente nel sistema solare.



Grazie all'acquisizione delle tecnologia che ha permesso alle Mantidi di esplorare in tempi remoti l’intero sistema solare di origine, prima di avventurarsi nello spazio e di arrivare sulla Terra, sono andati a studiare i vari pianeti, classificando, studiando e poi manipolando le forme di vita ritenute più interessanti che vi hanno scoperto.



Dopo attenti studi, hanno così prelevato ben dodici forme di vita biologiche diverse, creandone dei veri e propri robot-biologici dalle strutture più varie, utilizzate come manodopera per tutti i tipi di lavori che sono per loro stessi impossibili da realizzare, a causa della particolare costituzione fisica.



La forma attuale di questi esseri è molto più simile a quella di macchine che a veri e propri esseri viventi, ma la componente biologica, permette alle Mantidi un assoluto e controllo su questi esseri, assoggettati grazie alle forti capacità telepatiche di cui dispongono.



La struttura sociale di questa particolare civiltà è così formata: ci sono 22 stadi diversi di cui è composta la piramide dei vari mantidai sparsi sul pianeta, ed è divisa in 7 gruppi.



La piramide è composta da un primo gruppo, lo "Stato della Verginità" formato dai primi 4 stadi (1°, 2° ,3°, 4° stadio) che si trovano in tutte e 4 i principali mantidai (o 4 grandi Città-Stato o capitali) sparsi sul pianeta. [Questi 4 grandi mantidai sono le antiche Città-Stato dei clan rivali, che col passare del tempo e dell'assimilazione della specie, si sono unite diventando un unico mantidaio, ovvero la rete di tunnel che si estende sotto la superficie di quasi tutto il pianeta].



Seguono altri due gruppi di sottopotere delle Mantidi Bianche, (2° gruppo e 5°, 6°, 7° stadio) una specie di "Senato" composto da poche decine di Mantidi Bianche, che attuano le leggi e il potere dello "Stato della Verginità", ed un'altro sottogruppo (3° gruppo e 8°, 9°, 10°) formato da migliaia di Mantidi Bianche adibite ad unirsi con le Mantidi Brune per la procreazione delle Mantidi Verdi.



Seguono il 4° gruppo (11°, 12°, 13° stadio) formato dalle Mantidi Brune ermafrodite (il 2% sopra descritto), adibite al solo scopo di procreare se stesse, mentre nel 5° gruppo ci sono gli stadi (14°, 15°, 16° stadio) costituiti da Mantidi Brune ermafrodite (il restante 98 % della specie di sesso femminile) che si uniscono esclusivamente con le Mantidi Bianche dell' 8°, 9° e 10° stadio per la procreazione in grandi quantità delle Mantidi Verdi o operaie.



Gli ultimi due gruppi sono formati dal 6° gruppo (17°, 18°, 19° stadio) composto da Mantidi Verdi operaie e il 7° gruppo (20°, 21° e 22° stadio) dalle Mantidi Verdi militari.





Lo “Stato della Verginità”
Al vertice esiste quello che viene definito come lo "Stato della Verginità", composto da 14 Mantidi Bianche ermafrodite (sono vergini perché si rigenerano da sole) e che detengono il potere.



Se si considera che esistono 4 capitali antiche con 4 stati (o stadi) e che ognuno è composto da 14 Mantidi Bianche, il totale delle Mantidi Bianche al potere sul tutto il pianeta è di 56 individui fisici e 112 virtuali. Virtuali, perché per mantenere la purezza delle informazioni ogni Mantide Bianca genera a sua volta un figlio/a a cui poi viene impiantata la memoria del predecessore.



Quando il genitore muore, viene estratta la sua memoria e trasferita in un cervello alternativo (a volte umano), sino a quando non verrà generata un'altra creatura che sarà in grado di ospitarla. Da tutto questo complesso procedimento si comprende che esistono al potere, in ogni ognuna della 4 "capitali", 14 Mantidi Bianche fisiche, ma lo "Stato della Verginità" è formato virtualmente da 28 memorie di Mantidi Bianche.



Non subito alla nascita le memorie vengono impiantate nei figli, ma raggiunti i 1.000 anni di età, quando ciò avviene si attua una fusione di due personalità (la nuova e la vecchia) che accrescono ulteriormente la conoscenza della memoria primordiale.



Una Mantide Bianca è in grado di vivere anche per 12/14.000 anni, alcune, nei tempi storici più antichi, hanno persino raggiunto i 26.000 anni (terrestri ovviamente, ad esempio 12.000 anni terrestri, equivalgono a poco più di 1.100 anni sul loro pianeta), ma la durata della loro vita si sta riducendo a causa di un problema genetico ancora irrisolto, probabilmente dovuto ad un difetto insito nella caratteristica ermafrodita della specie.





Interferenze con l'Uomo
Le Mantidi hanno sempre avuto un rapporto privilegiato con la nazione ebraica sin dall'antichità, più o meno da quando nella Bibbia, si racconta che Abramo lasciò la Mesopotamia per cercare la Terra Promessa, la chiamata del Signore, quindi, non fu altro che la pianificazione dei loro piani e dell'elevazione a popolo eletto per perseguire tutti gli obbiettivi prefissati.



Pertanto tutte le persone con uno Spirito Alieno di Mantide hanno origini ebraiche, sia vicine che lontane nel tempo, anche se possono condurre esperimenti su addotti di altre razze.



Addirittura la scrittura ebraica e più anticamente semitica, deriva dalla scrittura mantidea, che in ambito umano è stata poi modificata durante i secoli, ma la tipologia di scrittura è aliena, come del resto buona parte delle forme di scrittura esistenti sul nostro pianeta. Questa elezione è dovuta ad una particolare conformazione del DNA che tra le varie razze umane, la rende più idonea, quindi semplifica tutti gli esperimenti e il lavoro che svolgono.



Gli interventi delle Mantidi sugli esseri umani sono invasivi quanto mai subdoli, dal momento che sono in grado di manipolare le nostra percezione della realtà attraverso la loro inusitata forza telepatica.



Conducono, inoltre, esperimenti genetici, ibridazioni attraverso la creazione di feti umano-alieni, impianti di microchip per il controllo psico-fisico degli addotti con un fare sistematico, razionale ed analitico.

Le esperienze riportate dagli addotti sono spesso controverse, fortemente drammatiche e sconvolgenti, rendendo le loro azioni tra le più significative tra quelle condotte dalle varie razze aliene coinvolte nel progetto umano.

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