lunedì 11 maggio 2015

Alienologia: Arieti




Il loro mondo
Attualmente, del mondo in cui un tempo abitavano gli Arieti, non vi resta altro che desolazione.



Il pianeta che ancora oggi ruota attorno alla stella Hamal, nella costellazione a noi nota dell’Ariete, è un pianeta privo di vita, completamente morto. In tempi antichissimi, al contrario, è stato un pianeta brulicante di vita, dove la varietà della flora e della fauna era di una complessità tale da superare ogni immaginazione.



Il pianeta, grazie alla sua posizione, ha beneficiato di un clima semi-tropicale, favorevole allo sviluppo di una lussureggiante vegetazione e, tipica di molti mondi alieni, al gigantismo delle proprie specie, anche animali.



E’ in questo contesto che, probabilmente, è emersa la razza degli Arieti e nella quale ha operato finché non si è estinta.





Milioni, forse un miliardo di anni fa
Il pianeta, grande più o meno il doppio della Terra, era attraversato da una colossale catena montuosa che da nord si estendeva a sud del pianeta, creando una barriera naturale, capace di dividere il clima del pianeta in due distinte ed enormi aree.



Tale catena montuosa era il frutto di un’unica e gigantesca faglia, costellata di innumerevoli vulcani, che nel corso della sua evoluzione, ne ha persino aumentato la massa, continuando un processo di accrescimento del pianeta stesso. Da questa unica catena montuosa, a decrescere si stagliavano grandi distese di colline, che appiattendosi, diventavano poi pianure, perdendosi a vista d’occhio, sino ad arrivare alle zone più basse, lacustri, i mari e i grandi oceani (principalmente due, in entrambi gli emisferi).



Grazie all’unicità di questa catena montuosa, il clima sul pianeta era pressoché uniformato, distinguendosi nelle zone polari per un clima più fresco, che diventava poi sempre più caldo all’equatore. Ago della bilancia climatica sono sempre state le alte montagne, che dividendo il pianeta a metà, hanno contribuito alla formazione di due aree dal clima temperato su tutto il pianeta.



Le zone montuose sono da sempre state le più disabitate a causa delle avverse condizioni climatiche e della pericolosità sismica e vulcanica, mentre al contrario le ampie zone collinari, sono state utilizzate per l’agricoltura e l’allevamento.



Le grandi ed avveniristiche città degli Arieti, si stagliavano invece nel bel mezzo delle pianure, spiccando per l’incredibile tecnologia e la monumentalità degli edifici.



Pianeta pieno di vita e di colori, tra i più sgargianti e dalle sfumature più incredibili, anche nell’artificiosità delle costruzioni di questa civiltà, si rispecchiava un rispetto per il mondo circostante e l’utilizzo delle sue stesse particolarità naturali.





Oggi
Oggi di quel magnifico mondo non rimane altro che un pianeta caldissimo, arido e quasi completamente annerito.



Frutto di tale cambiamento non è stata una chissà quale catastrofe naturale, ma la conseguenza di una terribile guerra che, come vedremo in seguito, ha coinvolto in questo atroce destino anche un’altra razza aliena. Le grandiose città degli Arieti sono state rase al suolo, mentre ogni forma di vita è stata annientata.



Gli effetti collaterali di questa guerra e delle armi utilizzate, hanno poi contribuito al surriscaldamento globale ed una maggiore attività sismica e vulcanica.



Molto probabilmente il pianeta potrebbe spaccarsi in più parti e forse esplodere, in un prossimo futuro.





Chi erano gli Arieti
Essenzialmente la forma di questo essere alieno non si discosta molto da quella che ci è stata tramandata dal pantheon egizio.



Il dio Khnum veniva rappresentato con figura umana e testa di ariete dalle corna girate a spirale orizzontalmente verso l'esterno, spesso con il colore della testa colorato di verde, in altri casi marrone o rosa come la pelle umana. In realtà si è sempre trattato di raffigurare in forma umana un entità che in comune, aveva soltanto un vago aspetto umanoide.



La razza degli Arieti si distingueva in maschi (dalla pelle color verde, quasi fosforescente), femmine (dalla pelle color marrone) e una tipologia rara ermafrodita dalla pelle colore quasi rosato.



Tutte e tre le tipologie presentavano un corpo alto, quasi tre metri, possente e molto forte, muscoloso nei maschi e più aggraziato nelle femmine.



Caratteristica comune era la testa, con il muso simile a quello del nostro ariete, ma con debite differenze somatiche e la particolarità di larghe e forti corna orizzontali. Altra caratteristica era la pelle, costituita da un vasto reticolo poroso e che, presentava una vera e propria folta pelliccia posizionata tra il collo, gli avambracci, le spalle, sino quasi a scendere sul fondo schiena.



Tale pelliccia era di un colore simile all’oro, cangiante in più sfumature, dal rossiccio al marrone.



Fisico possente e forte, quasi del tutto umanoide e bipede, ancora portava insito nella sua natura l’aspetto primordiale e quadrupede. I fianchi, sporgenti e dalla grossa ossatura, permettevano ancora agli Arieti di poter prediligere a seconda delle situazioni, la posizione eretta o quella a quattro zampe e, proprio grazie a questa particolarità, avevano tenuto agli arti inferiori una sorta di zoccolo, mentre in quelli superiori si erano evoluti, otre allo zoccolo più piccolo ancora presente, degli arti simili a delle mani formate da quattro tozze dita.



La società degli Arieti era molto complessa e naturista, i cuccioli venivano cresciuti sino alla maggiore età allo stato brado, lontani dalla propria casa e dai genitori, ai quali sarebbero tornati una volta maturi, immersi nella più completa natura e seguiti da dei maestri di vita, ovvero dagli Anziani.



Lo “stato brado” della società degli Arieti era un esclusiva dell’età giovanile e anziana, iniziando e concludendo un ciclo della propria vita che principiava e si concludeva nella natura stessa.



L’età matura, invece, si svolgeva nelle città, nell’agio e il comfort della tecnologia più avanzata.



Appena raggiunta la maturità, i giovani venivano introdotti nell’alta società e immersi in un mondo artificioso e avveniristico, per la prima volta veniva presentata la loro famiglia di origine e nella quale avrebbero poi abitato e scalato la propria ascesa professionale. La tecnologia in possesso gli era stata donata, prima dell’avvento della definita “Era Moderna”, gli Arieti erano un popolo pacifico e bucolico, evoluto spiritualmente e con una propria cultura ben definita, ma lontani da idee di sviluppo e ricerca.



Tutto era cambiato quando quella razza primigenia fu modificata e resa più intelligente dopo un intervento esterno, lo stesso intervento che modificò anche lo sviluppo di altre razze, tra cui le Mantidi.





Che cosa accadde
La ragione della loro estinzione? Un sacrificio.



Questo spiegherebbe perché anche nelle culture antiche della Terra, era usuale nei sacrifici agli dei, porgere arieti o vitelli (ma non solo), portando sul piano umano un retaggio di un sacrificio molto più grande e che si era consumato in un mondo lontano.



Sacrificare l’ariete o l’agnello al Dio ebraico, significava sacrificare la razza degli Arieti al proprio Creatore (gli Adam o Primi Uomini), a colui che aveva modificato e permesso lo sviluppo di nuove forme di vita senzienti in una fetta di cielo galattico, del tutto ristretta e particolare.



Capire i meccanismi di tale gesto non è ancora un impresa facile, soprattutto nell’inquadrare il grado di influenza che questa razza aliena poteva avere sulle altre o nella nascente “Gerarchia Superiore”, ma sta di fatto che gli Arieti ad un certo punto si ribellarono alla “cupola settaria” che si era formata e, molto probabilmente, al loro stesso Creatore.



Grandi conoscitori della natura e delle sue capacità alchemiche, gli Arieti erano stati creati, per dar vita ad una razza aliena di abili manipolatori della materia. Una volta raggiunto un alto grado di evoluzione, non solo civile, ma anche scientifico, furono utilizzati per studiare e catalogare la maggior parte delle specie viventi, intelligenti e non, in tutti i pianeti allora conosciuti, compresi quelli del nostro sistema solare.



Successivamente furono gli Arieti che selezionarono i più idonei, non solo per dar vita a nuove forme aliene, ma arrivando a manipolare la natura e l’energia in essa contenuta, avviarono i germi di uno studio di manipolazione genetica, che avrebbe portato, infine, alla nascita del nostro genere umano.



Probabilmente quando gli Arieti capirono che sino a quel momento, erano soltanto stati usati per uno scopo ben preciso, quello di imbrigliare questa energia in un qualcosa di avverso alle stesse leggi della natura, si ribellarono, non solo al loro Creatore, ma anche alle altre razze aliene sino allora alleate.



La punizione fu spietata e arrivò per mano delle altre razze aliene, bramose del potere assoluto e che allora facevano parte della primigenia “Gerarchia Superiore”:


Felini
Canidi
Horusiani
Sauroidi

In questa guerra trovarono degli alleati, la razza dei Taurini, ma questo fronte, seppure potente e temuto, non ebbe la meglio contro un asse ben più numeroso e finì per soccombere, la loro civiltà annientata, insieme ai pianeti in cui erano vissuti.



Una incompresa razza aliena “buona”? Probabilmente, anche se la necessità primaria era sempre stata la propria salvaguardia esistenziale.



Fecero appena in tempo a gettare i germi della nascente nostra razza umana, quando gli Arieti vennero distrutti; altri, poi, presero in eredità e svilupparono successivamente le loro conoscenze per altri scopi.

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