domenica 12 aprile 2015

IL CASO TRAVIS WALTON




Questo sconcertante caso Ufo ha inizio il 5 novembre 1975, nella riserva degli Apache nella Foresta Nazionale nel NE Arizona. Un squadra di 7 boscaioli era stata assunta dal governo per il disboscamento. Gli uomini stavano tornando a casa, dopo una lunga giornata di lavoro, con il loro camioncino. Durante il viaggio di ritorno, videro, a poca distanza dalla strada, un "oggetto luminoso che aveva la forma di un disco schiacciato". Tutti gli uomini erano d'accordo sul fatto che Travis Walton, attratto dall'insolito spettacolo, scese dal camioncino per osservare più da vicino. Mentre guardava timoroso l'oggetto, improvvisamente una brillante luce bluastra lo colpì e lo scagliò lontano. Gli altri membri del gruppo, presi dal panico, impauriti per la loro vita, scapparono. Ma poi di comune accordo decisero di tornare indietro per cercare di aiutare Travis. Arrivati sul luogo, non trovarono traccia né della navicella né di Travis.


Mike Rogers, caro amico di Travis e capogruppo, era alla guida del camioncino. Secondo quanto racconta Rogers, mentre si allontanavano dal luogo dell'accaduto, egli nel girarsi vide un "oggetto luminoso" elevarsi sopra la foresta e scomparire verso l'orizzonte. Rogers e gli altri 5 uomini si sottoposero anche alla macchina della verità. Superarono il test,eccetto che per una risposta non troppo chiara, e presto il caso fu sotto tutti i riflettori nazionali. Walton riapparve 5 giorni dopo, confuso e spaventato, con fugaci ricordi di entità aliene e descrizioni dell'interno della navicella. Egli fu anche sottoposto successivamente a vari esami col poligrafo. La storia di Travis Walton sarebbe presto diventata il primo vero caso di abduction preso in seria considerazione da molti scienziati degni di fede. La sua storia avrebbe costretto l'opinione pubblica a rivalutare i preconcetti in materia.
I 6 testimoni (Allen Dalis, Dwayne Smith, John Goulette, Kenneth Peterson, Mike Rogers e Stevie Pierce) di questa controversa vicenda descrissero l'oggetto volante individualmente utilizzando termini simili. Nella descrizione di Rogers la navicella era un oggetto grande e incandescente che si librava nell'aria a circa 100 piedi da sotto le cime degli alberi. Dwayne Smith la descriveva come una superficie liscia che emanava una luce giallo-arancio. Commenti aggiuntivi dei testimoni oculari raccontavano di un'incredibile superficie liscia, di un disco appiattito con bordi chiaramente definiti. Sia Walton che Rogers stimarono che il diametro della navicella era di circa 20 piedi.

I dettagli dell'evento citati dal rapporto dell'investigatore sono i seguenti: come Walton si avvicinò a piedi attraverso la radura, "l'UFO cominciò a traballare o a dondolare debolmente", e poi emanò "una luce bluastra… un raggio blu che guizzò fuori dalla parte inferiore di quella cosa e lo colpì", "quel raggio era la cosa più luminosa che abbia mai visto". Questa luce gettò Walton "indietro di 10 piedi", "lanciato in aria, in un movimento a ritroso, cadde a terra sulla schiena", "volando come se fosse legato ad un filo", "l'orribile spettacolo era irreale".
Il poligrafico Cy Gibson riferisce nei suoi documenti quanto segue: Testimonianza di Allen Dalis: "Nella prima intervista, Dalis raccontò quanto accadde quel giorno. La giornata lavorativa era finita e gli uomini stavano tornando a casa. Era quasi buio, racconta Dalis. Egli vide un bagliore venire dagli alberi. Poiché si trovavano in una radura, poté vedere l'oggetto c.d. UFO. Rogers, alla guida del camioncino, aveva rallentato fino a fermarsi poiché Travis Walton era uscito dal veicolo e cominciava ad avanzare verso l'UFO a passo veloce… Dalis descrisse l'UFO come un oggetto di colore bianco giallastro. La luce emessa non era lucente ma un bagliore che illuminava tutta la zona circostante. Dalis vide Walton raggiungere l'UFO e fermarsi ad osservarlo sopra di lui. Racconta che Walton stava lì, leggermente chinato, con le mani in tasca. L'UFO cominciò ad oscillare lentamente e Dalis iniziò a preoccuparsi e nascose la testa tra le ginocchia. Al contempo, un'intensa luce illuminò tutta l'area, camioncino compreso. Egli immediatamente si voltò verso l'oggetto, vide la figura di Walton che tendeva le braccia verso l'alto… Dalis si girò verso Rogers, seduto al posto di guida, e gli gridò:"Qui fuori c'è l'inferno…".
La testimonianza riguardo Rogers dichiara che:"…egli si trovava sul lato opposto del camioncino rispetto all'UFO e si doveva chinare per vedere attraverso il finestrino alla sua destra. Egli descrive l'UFO come un oggetto oscillante di color marrone giallastro. Non era in grado di dire se la luce provenisse dall'interno o dall'esterno dell'UFO. Ma poteva vedere le ombre degli alberi sul terreno, intorno all'oggetto. Rogers racconta che l'UFO si trovava a circa 75-100 piedi dal camioncino… Quando Rogers cominciò a muovere il veicolo un raggio di luce brillante illuminò l'intera area, compreso l'interno del camioncino. Sembrava un impulso costante. Egli non vide un raggio di luce che investiva Walton. Quando ci fu questa luce fortissima, Rogers si voltò per guardare l'UFO e vide Walton, scagliato in aria con un movimento a ritroso, cadere a terra sulla schiena.



A quel punto, Dalis e qualcun altro gridò: :"Qui fuori c'è l'inferno…".

Ritornando a quanto accaduto, tutta la squadra si mise a cercare per un pò gridando il nome di Walton. Poi tornarono sulla strada principale e, dopo qualche dubbio, decisero di chiamare la polizia e chiedere aiuto. Essi vennero ricevuti prima dal Vice Sceriffo Eleison e poi dallo Sceriffo Marlin Gillespie, che successivamente avrebbe descritto il gruppo come evidentemente e sinceramente scosso. Gli ufficiali e il gruppo tornarono sulla collina per continuare le ricerche, che sarebbero proseguite anche il giorno dopo. I giorni successivi non videro risultati nella ricerca di Walton, nonostante l'utilizzo di elicotteri e cani. Le temperature caddero sotto lo zero la prima delle due notti di ricerca, con il conseguente timore che, se Walton fosse stato ferito o in stato confusionale, non sarebbe sopravvissuto. Nel mentre la legge cercava spiegazioni alternative dell'evento, vagliando anche l'ipotesi di omicidio.
Cercando una spiegazione più credibile rispetto a quella del disco volante, venne aperta una vera e propria inchiesta. Il resto della squadra venne sottoposto ad interrogatori continui. Furono interrogati anche familiari e amici. Un fatto che diede colore all'inchiesta fu che tutti gli uomini erano illetterati e ciò dava l'impressione di avere a che fare con persone rudi emarginate. Di certo, questa è l'ipotesi tipica fatta da chi crede che le persone che non hanno raggiunto un successo finanziario in questo mondo sono bugiarde, imbroglione, e non possono essere sincere.
Un' ipotesi comune all'epoca era che Dalis e Walton avevano avuto un battibecco, e che Dalis aveva accidentalmente o di proposito ucciso Walton e nascosto il corpo. Ma se così fosse stato, perché gli altri cinque del gruppo rischiavano i "fuochi" della giustizia per coprire Dalis? Una seconda ipotesi poneva l'accento sulla possibilità che tutto il gruppo era coinvolto in una sorta di rissa o discussione, e che Travis era stato ucciso accidentalmente, e nascosto il suo corpo da qualche parte nella foresta. Se ciò fosse stato vero, perché inventare la storia di un rapimento alieno? Una cosa talmente incredibile… Un altro scenario poteva far ipotizzare qualcosa sul contratto governativo del gruppo, forse stavano cercando una scusa per sciogliersi da questo. Ma anche qui, perché inventarsi una simile storia?

Foresta Nazionale - Riserva Apache
Nei loro primi rapporti, i sei uomini dell'equipaggio avevano mostrato propensione a sottoporsi a ogni tipo di test per stabilire le verità delle loro parole. Dopo il secondo giorno di ricerca, le indagini richiesero l'aiuto di Cy Gilson, un poligrafico(Dipartimento della Pubblica Sicurezza), per "testare" gli uomini. Cinque dei testimoni passarono il test con successo, mentre per il sesto, Allen Dalis, i risultati del test non furono leggibili. Ciò comportò risonanza intorno alla sua figura. Mentre alcuni dell'equipaggio, come Rogers e Walton, erano amici da lungo tempo, altri erano solamente conoscenti che si trovavano a stare insieme per motivi lavorativi, e nel caso di Allen Dalis, tra lui e Walton non correva buon sangue.
Se Walton era implicato in una qualche cospirazione per ingannare le autorità, di certo egli aveva lasciato fuori da questa le persone a lui più vicine. Alle ore 1:30 del mattino, il 6 Novembre, Coplan e Rogers comunicarono alla madre di Walton, Mary Kellett, la scomparsa del figlio. La reazione della donna fu tranquilla ed ella stessa disse, nel venire a conoscenza che suo figlio minore era stato rapito dagli alieni: "Ebbene, sono cose che succedono", raccontando successivamente di quando lei e suo figlio maggiore, Duane, avevano visto degli UFO. Sempre quella mattina (saranno state circa le 3) fu avvertita anche la sorella di Walton, Grant Neff, e anche lei ebbe la stessa reazione tranquilla alla notizia del rapimento alieno del fratello. Il resto del giorno continuarono le ricerche dell'uomo nel luogo della sua scomparsa. Non c'era alcun indizio che facesse trapelare la presenza di qualcosa: niente sangue, nessun brandello d'abito, nessuna traccia di esplosione fu trovata neanche nelle vicinanze. Non c'era traccia alcuna che potesse dar prova di colluttazione tra i membri della squadra. Non c'era traccia di Travis Walton.
Per ogni ipotesi UFO, c'era un conseguente ridimensionamento. Le autorità cercarono di tenere la scena dell'incidente "incontaminata" ma l'interesse faceva confluire sul posto tanta persone locali e non. Tante erano le opinioni sull'evento. Chi, stupito, voleva ascoltare ciò che gli uomini avevano visto; chi li definiva burloni e bugiardi. Alcuni sostenevano persino che non era niente altro che uno scherzo di cattivo gusto, e che Travis si stava nascondendo da qualche parte e che sarebbe improvvisamente riapparso al momento opportuno. A questo punto delle indagini, c'era una domanda nella testa di tutte le persone coinvolte, amici o nemici: Dove era Travis Walton?
L'ultima cosa che Walton ricordava sull'incidente accaduto nel bosco era la sensazione di andare indietro, e poi niente altro. Si svegliò gelato e con una sete irresistibile. Lentamente tra le immagini confuse, ricordava di giacere su un tavolo. Ancora molto debole, Walton realizzava: "Mio Dio, l'ospedale, mi stanno portando in ospedale.". Un ambiente umido, non confortevole, la sua giacca sotto le sue braccia. "Non capivo perché l'infermiera non mi avesse tolto la giacca". Avvertendo di essere visionato da uno strano congegno che girava intorno al suo corpo, egli provò a focalizzare le figure non ben definite del dottore e delle infermiere certamente in suo aiuto. Quando riuscì a focalizzare la scena, improvvisamente vide scioccato il volto di un… orribile creatura!
Ce ne erano tre, che lo guardavano fisso con le loro grandi pupille marroni. Travis tentò di toccarne uno con la poca forza rimastagli. La creatura si tirò indietro in modo strano con tranquillità. "Era morbido e leggero", avrebbe raccontato più tardi Travis. Travis si mise sulla difensiva, pronto al combattimento, come un animale in gabbia. Cercando con lo sguardo qualcosa da afferrare per difendersi, egli agguantò una sorta di tubo con cui provò a spaventare i suoi rapitori. Gridò loro: "State lontani! Dannati!" ed essi si fermarono. Quegli esseri erano alti poco meno di 5 piedi, con sembianze umanoidi. Erano magri, gracili, coperti da una pelle stucchevole. Le loro piccole mani erano delicate e senza unghie. Del tutto pelate, le loro teste erano sproporzionatamente grandi rispetto ai corpi.
La sola caratteristica che non sembrava sottosviluppata erano quegli incredibili occhi! Quelle sfere luccicanti avevano un' iride marrone due volte la misura di quello di un normale occhio umano. L'iride era così grande che anche le parti delle pupille erano nascoste dalle palpebre, dando all'occhio una certa parvenza felina. La parte bianca era quasi inesistente. Essi non avevano ciglia né sopracciglia. Le loro piccole bocche non si muovevano mai. Travis era pronto a combattere per la sua vita. Improvvisamente, inspiegabilmente, gli alieni lasciarono la stanza passando per una porta aperta. "Devo uscire da qui", pensò.
Guardando attraverso un atrio che curvava che si apriva dalla stanza, egli non vide nessuno. Freneticamente si mosse, varcò la porta, e poi pensò:"Potrei tornare indietro? Perdere un'occasione di fuga?". Con cautela avanzò e vide una stanza circolare con un tetto a forma di cupola, e tre porte rettangolari chiuse. La stanza era vuota eccetto per una sedia che si trovava davanti a lui. Forse qualcuno che lui non poteva vedere era seduto lì? Girò la stanza, guardò la sedia, non avrebbe mai voluto rivedere una di quelle creature orrende. Finalmente poté accertarsi che la sedia non era occupata, egli cominciò a muoversi verso essa. Ma accadde qualcosa di strano! Si fece buio. Piccole luci cominciarono ad apparire su o attraverso il muro della stanza. Sembravano stelle!





Sperimentando i controlli sulla sedia, si preoccupò di poter attirare l'attenzione su di sè, così si alzò e lasciò la sedia. Mentre camminava per i bordi della stanza, le stelle prima visibili cominciarono ad affievolirsi, e la superficie del muro, il soffitto, e il pavimento divennero visibili. Si avvicinò ad una delle porte rettangolari, cercò un qualche congegno per aprirla, ma non trovò niente. Tornando alla sedia, Travis sentì un rumore flebile, una porta si aprì, e apparve una figura umana! Questo uomo era alto circa 6 piedi e muscoloso. Correndogli incontro, Travis cominciò a fargli delle domande. Nessun verso venne dall'"uomo". L'uomo prese Travis per il braccio, e lo portò per un corridoio segreto. Fermandosi davanti alla porta che improvvisamente si aprì, entrarono in un piccola stanza spoglia. Ancora Travis cercò di avere risposte dall'uomo, ma i suoi sforzi furono vani.
Travis trascorse solo un paio di minuti nella piccola stanza, e poi un'altra porta si aprì. Ne uscì un'aria fresca. Poi Travis procedette lungo una rampa. Girandosi riuscì a vedere la navicella da cui era appena uscito. Questa navicella era più grande di quella che aveva visto nel bosco. Stimò un diametro di circa 60 piedi. Aveva appena lasciato la grande navicella ed entrò in una stanza molto ampia. Dentro questa stanza vide altre piccole navicelle. Travis stava ora procedendo attraverso un atrio ad un'altra serie di porte, che si aprivano automaticamente. Attraverso una porta entrò in una stanza completamente bianca con all'interno un tavolo ed una sedia. La sua attenzione andò immediatamente ad altre tre figure umane nella stanza. Questa volta c'erano 2 uomini e una donna. Queste tre persone avevano caratteristiche simili all'umano che aveva visto. Travis provò nuovamente ad iniziare una conversazione, ma senza alcun risultato. Fece un paio di domande del tipo:"Qualcuno può dirmi dove sono?""In quale inferno stiamo andando? Che luogo è questo?".
La donna ed uno degli uomini presero Travis per un braccio e lo portarono verso il tavolo. Travis cominciò a preoccuparsi per quello che stavano facendo. Tutti e tre misero con delicatezza Travis sul tavolo. La donna aveva un oggetto simile ad una maschera d'ossigeno, ma senza alcun tubo, solo una piccola sfera nera. Travis cercò di mettere via la maschera ma si sentì improvvisamente debole, finché tutto intorno a lui divenne buio. L'ultimo pensiero prima di perdere conoscenza fu: "Cosa succederà?".
Tornando in città, le indagini riguardo la scomparsa di Travis Walton non erano altro che dati confusi. La città di Snowflake fu sommersa da giornalisti di ogni genere da tutto il mondo. L'opinione pubblica era equamente divisa. Una parte pensava:" Tutta questa confusione finirà nel momento in cui il corpo verrà ritrovato.". L'altra parte: "In quale parte di mondo si sta nascondendo Travis, e quando tornerà?". Nessuna delle due parti avrebbe aspettato a lungo. La continua ricerca di Travis produceva solo allusioni e teorie. Tutta la speculazione cessò quando cinque giorni dopo Travis improvvisamente riapparve.
Travis dichiara:" Quando tornai in me, era notte e mi ritrovai su un marciapiede freddo a Ovest di Heber, Arizona. Giacevo sulla pancia, la testa sull'avambraccio destro. L'aria fredda mi svegliò all'istante. Vidi una luce voltare in fondo ad una curva. Mentre alzavo la testa, una luce bianca catturò il mio occhio un momento prima dello sbattere delle ciglia. O una luce o un portello che era stato chiuso… non posso essere sicuro di cosa fosse".
Travis continuò: "Poi vidi la sagoma riflessa di un disco argenteo che si librava a 4 piedi dal suolo. Doveva avere un diametro di circa 40 piedi. Era troppo grande rispetto la strada principale e si estendeva al di là dei margini della strada. Sembrava trovarsi ad un'altezza di circa 14 piedi dal suolo. Per un istante fluttuò in aria silenziosamente. Potevo vedere il cielo, gli alberi intorno, e il tracciato della strada maestra sullo specchio della sua copertura.
Un lieve calore si diffondeva sul mio viso. Poi, improvvisamente, si scagliò nel cielo verticalmente, creando un forte spostamento d'aria che agitò i rami dei pini vicini e spazzò via le foglie della quercia secca che si trovava accanto alla strada. La cosa più sorprendente fu la calma della partenza. Sembrava impossibile che qualcosa di così grande e che si muoveva nell'atmosfera a quella velocità non emettesse rumori o non infrangesse la barriera del suono con un boato. Tutto accade in totale silenzio!".
"Mi arrampicai barcollante sui miei piedi. Le mie gambe si sentirono dure come la gomma. Dondolai, poi riuscii a stare in equilibrio. Guardai intorno e riconobbi lo spazio abbandonato prima della curva della strada che si snodava sotto il canyon nell' Heber da Ovest. Corsi sfrenatamente per la strada deserta, attraverso il ponte nell' Heber, fermandomi al nuovo edificio dall'altra parte della stazione di sevizio Union 76. Nessuno rispondeva al mio bussare disperato. Non passava nessuna macchina. Corsi per la strada pubblica, sul secondo ponte, alla fila di cabine telefoniche alla stazione Exxon. Chiamai un operatore ( una moneta da 10 cent non era necessaria per mettersi in contatto con un operatore dalle nostre parti) e pronunciai ansimando il numero di mia sorella. Era il solo parente vicino con un telefono. Rispose mio cognato Grant.".

"Erano le 12:05 del mattino. Mi trovavo in uno stato mentale incredibile, difficile da descrivere. Quando mi ripresi come meglio potei, gridai qualcosa come: 'Mi hanno riportato indietro!' Poi cominciai a balbettare, mi trovavo lì fuori a Heber, pregando che qualcuno venisse a prendermi e portarmi via! La mia mano cominciò a tremare appena presi il ricevitore. Grant non sembrava divertito. Prese la chiamata come se fosse uno scherzo crudele. Mmh, penso che lei abbia sbagliato numero, replicò sarcasticamente, con l'intenzione di attaccare".

"Aspetta! Sono io, Travis!" gridai istericamente nel ricevitore. "Dove sei?" chiese, ancora sospettando che fosse uno scherzo. "Alla stazione Exxon, Heber." "Va bene," mi rispose, con tono contrito, circospetto. "Rimani lì. Vengo a prenderti. Aspettami."

Grant guidò per tre miglia fino a Snowflake e trovò mio fratello Duane a casa di mia madre. Raccontò a Duane della telefonata, e dei suoi dubbi a riguardo. Anche Duane pensò che la chiamata poteva rappresentare uno stupido umorismo. Ma decisero di non correre il rischio di non indagare. Partirono così alla volta di Heber, 33 miglia di distanza."Una luce illuminò la cabina telefonica. Fui sollevato quando alzai la testa e vidi i fari del camioncino di Duane. Si avvicinarono alla cabina telefonica dove mi ero lasciato cadere.

Duane aprì la porta di vetro della cabine e mi aiutò ad alzarmi.
"Non sono mai stato così felice di vederti!" disse Grant. Duane mi aiutò ad entrare nel caldo camioncino e chiese a Grant di guidare. Sulla strada per Snowflake cercai di raccontare loro cosa mi era successo, ma non fui in grado.

"Essi erano terrificanti; la pelle bianca; grandi occhi… piangevo per la paura. Prendila tranquillamente, Travis, stai bene ora. Non mi hanno fatto male, no? No… ma quegli occhi, quei terribili occhi!" "Ora stai bene, è questo ciò che conta." disse Duane. "Erano tutti preoccupati per te.".

"Se siamo già dopo mezzanotte, credo di essere rimasto in stato di incoscienza per un paio d'ore." Replicai tremante. Perché mi ricordavo di essermi trovato dentro quella cosa per un'ora o un'ora e mezza.

Duane e Grant mi guardarono in modo strano. "Travis, toccati il viso. " disse Duane.

"Oh, cielo! Mi sono fatto la barba stamattina ed è come se non me la fossi fatta da una settimana!" esclamai, ancora confuso.

"Travis - disse Duane gentilmente - sei scomparso per 5 giorni!"

Dopo il ritrovamento di Travis, la prima preoccupazione della famiglia e degli amici fu riguardo la sua salute. Solo un po' di lividi e sbucciature. La sua condizione mentale? Qui la storia fu diversa. Il fratello maggiore di Travis, Duane, cercò di proteggerlo, e si occupò delle autorità, ma era equipaggiato male per quanto sarebbe accaduto. I gruppi di ricerca UFO cominciarono a tartassare la famiglia, e la polizia locale e di stato era affamata di risposte. Profittatori, truffatori, fan, falsificatori, e scettici… tutti volevano un frammento di Travis e della sua storia. Già infuriati al pensiero di essere ingannati, non potevano trattenersi dal dire "Vi avevo detto che era così", "Sapevo che era una balla", "Erano tutte un mucchio di sciocchezze". Era un'altra storia disonesta e stupida di un umile e ingenuo uomo di paese? La collusione tra la National Enquirer (Inquirenti) e l' APRO avrebbe avuto un effetto diverso sul caso. Si preoccuparono di verificare la veridicità della storia? O erano interessati alla sola vendita di giornali? Il gruppo di ricerca APRO aveva la reputazione di essere un'organizzazione imparziale e di mente aperta, ma non fu in grado di investigare su tutti i rapporti UFO. Essi dovevano essere pignoli, e dare rilievo solo ai casi più incredibili. Specialmente per non rischiare di superare il budget economico, essi furono messi nella posizione di dover fare affidamento sulle risorse finanziarie della National Enquirer in cambio dell'esclusività sulla pubblicazione della notizia.

Sottoporre Travis ad un test che attestasse la verità di quanto raccontava fu un errore. Ancora in uno stato mentale confuso, era incerto sull'esattezza di quanto successo. Inizialmente ricordava informazioni a pezzi e bocconi, ma nel tempo la sua memoria ritornò lentamente. Il primo test fatto da Travis ebbe come risultato il falso. Successivamente egli ne avrebbe fatti altri 12, di cui l'ultimo nel 1993, 18 anni dopo i fatti. Sembrava incredibilmente strano che 5 testimoni dello stesso evento risultassero sinceri, uno poco chiaro, e la vittima fallisse. In seguito tutti i testimoni passarono i test a cui vennero sottoposti. Fu anche riferito che ad uno dell'equipaggio venne offerta una cifra di 10,000.00 $ per raccontare che la storia era stata inventata. Sebbene di certo ci fu la tentazione per una somma di denaro così consistente, egli continuò con la versione originale. Il test di Dalis fu anche contaminato dal fatto che egli era presumibilmente ricercato per questioni relative a un crimine, e aveva anche problemi familiari irrisolti, come una grande somma di denaro per gli alimenti. Il suo nome sui giornali avrebbe certamente messo sulle sue tracce i familiari e le autorità.

Nella mia ricerca su questi articoli, mi sono imbarcato in centinaia di rapporti, pro e contro. Fu sorprendente che anche alcuni dei più importanti, dei più rispettabili film e libri si occuparono del caso (senza fare nomi), e senza avere a disposizione le informazioni corrette di quanto successo. Ho visto differenti numeri sulla quantità di uomini presente nella squadra, da 3 a 7, quando gli attuali rapporti della polizia parlano di 7 uomini (incluso Walton) con i loro nomi, indirizzi, ecc… Questa è semplicemente un'area di informazioni sbagliate. Prendendo in esame tutte le informazioni disponibili a quel tempo, ci sono alcuni fatti dell'evento che sono irrefutabili:

1) A dispetto delle dichiarazioni di chi affermava fosse una beffa, NESSUNO ha portato qualche prova a sostegno delle loro affermazioni.
2) A dispetto di una massiccia ricerca che vedeva in campo una cinquantina di volontari, più cani ed elicotteri, NON fu trovata traccia fisica di Travis Walton durante i 5 giorni della sua scomparsa.
3) Nei 25 anni successivi all'evento, NESSUNO ha dato informazioni su dove fosse Travis, o su un possibile luogo dove potesse essere in quei 5 giorni.
4) Le indagini delle forze dell'ordine, sebbene rivendicassero che si trattasse di una beffa, NON evidenziarono mai una tacca nelle affermazioni degli uomini dell'equipaggio, che rimasero le stesse da allora.
5) Secondo una prospettiva teorica, è estremamente improbabile che 7 uomini, tutti semplici lavoratori, potessero elaborare una simile truffa, ingannare i test di verità, sostenere un interrogatorio, e perseverare nella stessa incredibile storia per un quarto di secolo, senza una incrinatura. Lo stress delle indagini causò problemi personali agli uomini, ma essi continuarono a sostenere quanto sempre affermato.
6) Sebbene Walton ricevette denaro per la sua storia, solo molti anni dopo trasse guadagno da essa. Riesaminando tutti i fatti presentati fino ad oggi, è anche opportuno menzionare che è più facile provare ciò che è successo, piuttosto che provare ciò che non è successo. E' anche molto più semplice gridare"E' un inganno", senza prove a sostegno. Comunque, nell'oscurità delle dichiarazioni fatte dall'equipaggio fino ad oggi, è giusto dire che il 5 novembre 1975 è successo qualcosa di veramente straordinario e insolito nella lontana foresta dell' Arizona. La storia di Travis Walton, "Bagliori nel buio", rimane oggi uno dei rapporti più intriganti di rapimenti UFO.

"Molti anni fa, nel mezzo della foresta nazionale, scesi dal camioncino dove si trovava il resto della squadra e corsi verso un grande UFO lucente sospeso in aria nell'oscuro cielo dell'Arizona. Ma quando feci questa scelta decisiva di lasciare il camioncino, stavo lasciando dietro di me molto di più dei miei 6 compagni. Mi stavo lasciando per sempre alle spalle ogni aspetto di una vita normale, correndo a capofitto verso un'esperienza così schiacciante e lacerante per la mia mente, così devastante nelle sue conseguenze, che la mia vita non sarebbe - non avrebbe mai più potuto essere la stessa." (Travis Walton)

Nel 1993, la Paramount produce un film (Bagliori nel buio in Italia)
per la Regia di Robert Lieberman e la sceneggiatura di Tracy Tormè dal libro "The Walton Experience" che riporterà in chiave cinematografica il Caso Walton e non mancherà di provocare
consensi e critiche negative sull' effettiva rappresentazione dei fatti raccontati dal protagonista. Nei panni del protagonista c'è DB Sweeney, mentre Mike Rogers è interpretato da Robert Patrick che successivamente sarà l'agente John Dogget in The X-Files.

Articolo di BJ Booth

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