sabato 7 marzo 2015

SIR EDWARD GEORGE BULWER-LYTTON





Edward George, conte Bulwer-Lytton e primo barone Lytton. - Scrittore, Rosacroce, e uomo politico inglese (Londra 1803 - Torquay 1873). Ottenne il primo successo con Pelham (1828).

Diplomatico inglese (Londra 1831 - Parigi 1891); figlio di Edward George; ministro plenipotenziario a Lisbona (1870), fu nominato da Disraeli viceré in India (1875), per fronteggiare la critica situazione creata dalla penetrazione russa nell'Afghānistān.

Decise e organizzò la guerra contro l'Afghānistān, costringendo alla fuga l'emiro Shēr ῾Alī, e (1879) dichiarando guerra anche al suo successore, Ya'qūb Khān. Per contrasti con la politica del governo, si dimise (1880). Nel 1885 fu inviato ambasciatore a Parigi.

Nel 1834 uscirono The pilgrims of Rhine e il romanzo che gli diede la fama, The last days of Pompeii, scritto a Roma e a Napoli. Altri romanzi storici furono: Rienzi (1835), Ernest Maltravers (1837), The last of the barons (1843) e Harold, the last of the Saxon kings (1848), questi ultimi due considerati i suoi lavori migliori. Si cimentò anche col teatro, pubblicando il dramma The lady of Lyons (1838) seguito da Richelieu (1839) e da Money (1840). Nel 1831 diresse il New Monthly; nel 1841 fondò il Monthly Chronicle.

Gli ultimi tre romanzi, The coming race (1871), The Parisians (1873) e Kenelm Chillingly (1873), pubblicati nel Blackwood's Magazine, formano una trilogia che ha per idea centrale l'effetto psicologico dell'ambiente sul carattere. Autore versatile e fecondo, fu anche uomo di vivi interessi politici e sociali. Deputato al parlamento dapprima con i liberali (1831-41), quindi con il partito tory (1852-66) nel 1858-59 fu ministro per le Colonie


IL LIBRO " - VRIL - THE POWER OF COMING RACE - LA RAZZA CHE VERRA' "

Un romanzo o un trattato politico?

Certamente una piacevole dissertazione sui temi della convivenza civile, se non uno studio impegnato sui difetti di una democrazia immatura e puramente formale (quella americana), troppo "giovane" per l'esperienza di un Pari d'Inghilterra colto e smaliziato.






Tuttavia, anche se imperfetta, una democrazia è da preferirsi a una società politicamente e razionalmente perfetta, costituita però da automi privi di sentimento e di immaginazione.

E perciò incapaci di libertà..

Il presente romanzo di Sir Edward Bulwer-Lytton, autore, fra l'altro, del celebre "The last Days of Pompeii" (Gli ultimi giorni di Pompei), proprio nel titolo: "Vril, The Power of the Coming Race" evidenzia la forza e il motivo conduttore di un'avventura dalla logica fantastica, che viene comparando con marcata efficacia la realtà della società democratica con un mondo immaginario di grande fascino storico-filosofico, seppur basato su elementi che trascendono la nostra razionalità occidentale.

A fine lettura possiamo definire sconcertante questo romanzo, e pur tuttavia ambizioso. è vero che proprio noi umani, coscienti della nostra infelicità dovuta alle nostre colpe, cerchiamo un mondo diverso, opposto all'attuale, in cui realizzarci in pace. Tuttavia, quando ciò accadrà, ne saremo distrutti. Noi siamo quello che siamo.
Se cambiassimo, saremmo la razza ventura, cioè giustizieri o carnefici di noi stessi."
(Dall'Introduzione di Noè I. Rocchi)





VRIL

Il Vril è un'ipotetica forma di energia descritta in varie opere attinenti al moderno esoterismo. Secondo il romanzo fantascientifico La razza ventura (The Coming Race, poi ripubblicato come Vril, The Power of Coming Race) scritto nel 1871 dal romanziere inglese Edward Bulwer-Lytton, il Vril è un particolare fluido energetico che permetterebbe ad una misteriosa civiltà residente nella Terra cava di avere poteri magici che li renderebbero simili a divinità; il termine "Vril-ya" avrebbe significato proprio razza (di aspetto nordico) semidivina, poiché essi potevano sia curare qualsiasi malattia, animare un oggetto inanimato rendendolo intelligente, oppure distruggere una fortezza, utilizzando degli speciali bastoni metallici di forma cilindrica da cui confluiva questa particolare energia.





Il racconto proto-fantascientifico di Bulwer-Lytton fu preso assai seriamente dai sostenitori dell'esistenza di Atlantide (tra i quali W. Scott-Elliot) e in seguito dagli appassionati di occultismo.

Dagli anni sessanta del Novecento si è inoltre diffusa una teoria del complotto che riguarda una società segreta del Vril, diffusasi a partire da un libro del 1967 di Louis Pauwels e Jacques Bergier, che faceva spettacolari affermazioni riguardanti la Vril Gesellschaft (Società del Vril) di Berlino, idea ripresa in seguito da altri autori.



IL ROMANZO "ZANONI"

Romanzo esoterico o classico racconto gotico?



Testo iniziatico o tradizionale romanzo storico ambientato all'epoca del Terrore?


Da oltre centocinquant'anni i lettori sono catturati da questo "Best seller sotterraneo", ricco di scenari di rovine classiche, atmosfere tenebrose e oscure presenze, ma anche di precisi riferimenti a fatti storici, e popolato di figure fantastiche, oltre che di personaggi realmente esistiti (l'immortale Caldeo e Robespierre, il Guardiano della Soglia e Saint-Just, l'adepto dei Rosa-Croce e Condorcet...) le cui vicende s'intrecciano dando vita a una storia illuminata da sinistri bagliori ed enigmatica come la figura del suo inquietante eroe.


ZANONI

Poco importa se Bulwer Lytton sia stato o no un Iniziato e se la materia del suo romanzo abbia avuto o meno un'ispirazione autobiografica o un fondo di verità storica riscontrabile, ciò che davvero conta è che egli fu Poeta nell'atto di dare alla luce questo Romanzo d'Amore.

Perché "Amore" è l'altro nome di Zanoni, il giovane Caldeo, l'immortale Iniziato di un Ordine Eterno che illumina l'intera vicenda con la sua presenza a tratti sacrale, silenziosa e autorevole, eppure dolce, comprensiva e umanamente pietosa e amorevole. Suo alter-ego è il vecchio Mejnour, il maestro per antonomasia, l'austero e solitario iniziatore ai sacri misteri del loro Ordine.

Diversi solo in apparenza, essi incarnano i proteiformi aspetti degli Iniziati di ogni epoca, nei loro controversi e spesso dolorosi rapporti con gli uomini del secolo, i cui volti sono Glyndon, l'aspirante iniziato, Nicot, il cinico opportunista, il principe Visconti, la bella e sensuale Fillide, che – tra i tanti – disegnano la galleria dei tipi umani che Bulwer Lytton ha mirabilmente affrescato.

Discorso a parte per Viola, la dolce, sensibile, ingenua fanciulla che sperimenterà il, per lei incomprensibile e insostenibile, Amore di Zanoni, che sull'altare di questo Dio senza volto immolerà se stesso.





Per ultime le due sovrannaturali figure di Adonay, il misterioso e luminoso ‘Nume tutelare' di Zanoni, raggiante entità non-umana che lo guida e lo consiglia, pur assistendo impotente agli strazianti eventi che lo attendono e il Guardiano della Soglia che merita di essere conosciuto dalle stesse parole con cui l'ispirato Bulwer Lytton l'ha rappresentato:

"Allora, mentre il suo sguardo le seguiva ancora, il vano della finestra si oscurò per il sopraggiungere d'un nuovo essere a tutta prima indistinto, ma che bastò a cambiare all'istante in ineffabile orrore la delizia prima sperimentata. Gradatamente, questo essere prese forma ai suoi occhi. Era come una testa umana coperta da un velo oscuro attraverso il quale brillavano, con livido e demoniaco fuoco, due occhi che lo agghiacciarono. Null'altro che il volto ne poteva distinguere, nulla all'infuori di quegli intollerabili occhi; ma il terrore che ne emanava e che fin dal principio gli era sembrato impossibile alla propria natura poter sopportare, aumentò mille volte quando, dopo una pausa, il fantasma scivolo lentamente nella stanza. La nuvola si ritirò, al suo avanzarsi; le luminose lampade divennero opache e le fiamme oscillarono al respiro mefitico della nuova presenza. Il corpo era velato come il volto, ma le linee erano femminili. Non si muoveva come si muovono gli spettri che simulano la vita: sembrava piuttosto strisciare come un grande rettile e, fermandosi alla fine, si trascinò presso il tavolo che sorreggeva il mistico volume fissando di nuovo gli occhi, attraverso il velo, sul temerario evocatore. Nessuna fantasia, neanche quella d'un visionario o d'un pittore delle antiche terre nordiche, sarebbe stata capace di conferire a un volto demoniaco quell'aspetto di mortale malignità che si esprimeva negli occhi di quella forma. Tutto il resto era oscuro, appannato, velato, simile a larva. Ma quel bruciante sguardo così intenso, livido eppur vivente, aveva in sé qualcosa di quasi umano nella sua passione di odio e di beffa, qualcosa che serviva a dimostrare che quell'orrore fatto d'ombra non era solamente spirito, ma che era composto d'una qualche materia misteriosa che lo rendeva un nemico terribile e mortale per i corpi materiali. Mentre, appoggiandosi alla parete retto dalla disperazione dell'agonia, i capelli irti, gli occhi spalancati, Glyndon continuava a scrutare quella creatura spaventosa, l'immagine gli parlò. La sua anima, piuttosto che il suo udito, ne comprese le parole. «Tu sei entrato nella regione incommensurabile. Io sono il Guardiano della Soglia, colui che ne difende il varco. Che vuoi tu da me? Taci? Mi temi? Ma non sono io proprio colui che tu ami? Non è forse per me che hai rinunciato ai piaceri della tua razza? Tu vuoi essere saggio, è vero! Ebbene, mia è la saggezza dei secoli innumerevoli. Baciami, o mio amante mortale!». E l'orrore strisciò sempre più vicino a lui, gli giunse al fianco, il suo respiro gli soffiò sulla guancia".

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