domenica 1 marzo 2015

LOUIS CLAUDE DE SAINT MARTIN & IL MARTINISMO






"IL FILOSOFO INCOGNITO"

Louis-Claude de Saint-Martin nacque in una nobile famiglia di Amboise, in Turenna, in Francia, il 18 gennaio 1743. Manifestò molto presto una viva intelligenza, assetata d’idealismo e di sentimenti pii, che trovarono espressione durante la sua maturità, e fecero di lui non solo un grande mistico cristiano, ma anche uno dei personaggi più prestigiosi dell’illuminismo.

Una matrigna attenta e comprensiva, favorì i nobili sentimenti e la grande sensibilità del giovane; più tardi, egli stesso dichiarò quanto fosse riconoscente per la direzione illuminata della sua matrigna e per la saggia educazione che aveva ricevuto da lei.

Seguendo i desideri dei suoi genitori, studiò diritto per poi esercitare come avvocato.

Ciononostante, le sue aspirazioni interiori e l’interesse che aveva per la filosofia, non gli permisero di restare a lungo in una professione che non si adattava al suo ideale. Abbandonò in fretta la giurisprudenza per abbracciare la carriera nell’esercito, dove ottenne il brevetto di ufficiale, grazie all’appoggio di un amico influente.

Così, a 22 anni, entrò nel reggimento di Foix, di stanza a Bordeaux. Sembra che a quell’epoca la carriera militare lasciasse molto tempo libero, poiché scegliendola, lo scopo di Louis-Claude de Saint-Martin era quello di trovare più tempo per i suoi studi esoterici e le sue ricerche mistiche.

Uno dei suoi amici del circolo degli ufficiali era membro dell’Ordine degli Eletti Cohen di Martinès de Pasqually.

Louis-Claude de Saint-Martin incontrò il Maestro Supremo dell’Ordine e fu subito sedotto dai suoi obiettivi e dalle sue istruzioni.

Una grande parte della vita di Martinès de Pasqually, mistico, adepto e teurgo del 18° secolo, è avvolta nel mistero.

La Tradizione indica che era versato nella Saggezza segreta, così come essa fu incorporata negli insegnamenti esoterici d’Egitto, di Grecia e d’Oriente.

Nel 1754, stabilì a Parigi una Loggia di Eletti Cohen, e, nel corso dei due decenni successivi, diffuse attivamente in Francia la luce della filosofia mistica e occulta. Poco dopo il 1760, Martinès de Pasqually si recò a Bordeaux, nel sud-ovest della Francia e vi fondò il centro d’attività del suo Ordine: i Cavalieri Massoni Eletti-Cohen dell’Universo.

Dopo aver ricevuto la preparazione voluta e dato le prove del suo merito, Louis-Claude de Saint-Martin fu iniziato nell’Ordine degli Eletti Cohen nell’anno 1765, all’età di 22 anni.

Gli Eletti-Cohen praticavano dei riti e delle operazioni "teurgiche" dirette da Martinès de Pasqually.

Queste cerimonie molto complesse, sorprendevano il giovane Saint-Martin che chiedeva spesso: «Maestro, è necessario tutto questo per conoscere Dio?» Questa via, che era quella delle manifestazioni sensibili, non lo seduceva completamente. Tuttavia, fu attraverso di essa che entrò nella via dello spiritualismo, e che giunse infine al grado più elevato di quest’Ordine, quello di "Réau-Croix".

Nel 1771, Saint-Martin lasciò l’esercito per dedicarsi interamente al ministero spirituale verso cui si sentiva chiamato. Ebbe allora l’onore di servire come segretario personale di Martinès de Pasqually.

Una profonda amicizia si stabilì tra di loro. Gl’insegnamenti di Pasqually ebbero un influsso profondo su Louis-Claude de Saint-Martin, e questi conservò per tutta la vita un grande rispetto per quello che chiamava «il suo primo istruttore». Anche il Maestro Supremo degli Eletti-Cohen riconosceva in questo giovane, brillante e promettente, un discepolo scelto, ben qualificato per proseguire ed ampliare il lavoro intrapreso. Nel 1772, delle questioni personali obbligarono Martinès de Pasqually a lasciare la Francia per Port-au-Prince, ad Haiti, dove morì nel 1774.

Privato del suo fondatore, l’Ordine cadde progressivamente in stato di sonno. In effetti, gli Eletti-Cohen si resero conto che Martinès de Pasqually aveva comunicato solo una piccola parte del suo sapere e della sua conoscenza ai suoi discepoli. Jean-Baptiste Willermoz, ricco mercante di Lione e vecchio discepolo di Martinès de Pasqually, con alcuni membri dell’Ordine degli Eletti Cohen, aderì all’Ordine della Stretta Osservanza Templare tedesca.

Quest’Ordine si riorganizzò adottando una parte degli insegnamenti teorici di Martinès de Pasqually e creando i Cavalieri Benefattori della Città Santa. Altri si unirono ai Filaleti.

Louis-Claude de Saint-Martin, vedendo che questi ultimi cercavano meno la verità della Grande Opera, preferì seguire una via indipendente. Saint-Martin viaggiò in Inghilterra, in Germania ed in Italia per studiare l’uomo e la natura, e per confrontare la testimonianza altrui con la propria.



"IL MARTINISMO"




Nel diciottesimo secolo, la Francia era in uno stato di grande agitazione politica ed economica. Un uomo amabile, ispirante e misterioso, sorprendeva la nobiltà e la popolazione pubblicando opere caratterizzate da un grande misticismo.

Questo scrittore firmava i suoi libri, "Il Filosofo Incognito".

Da dove veniva la sua conoscenza?

Poteva esser preso per un sofista e tuttavia aveva la dolcezza e la comprensione profonda di un filantropo. Quest’uomo era Louis-Claude de Saint-Martin.

Osò presentarsi nei saloni dei ricchi aristocratici per combattere i loro meschini interessi con discorsi ispiranti. Tutto quello che intraprese, allora, aveva un unico scopo: voleva allontanare il pensiero degli uomini da un’esistenza facile ed evanescente, per far capire loro il posto che occupano nel piano della creazione universale ed i rapporti naturali esistenti tra Dio, l’uomo e l’universo.

Voleva che l’umanità prendesse coscienza del posto particolare che Dio le aveva accordato nel suo stato primitivo, di ciò che essa era divenuta nel corso dei tempi, e del modo in cui poteva riconquistare questa gloriosa posizione.

I Libri di Louis-Claude de Saint-Martin furono letti in Francia, in Germania, in Inghilterra, ed anche in Russia. Joseph de Maistre vedeva in lui «il più saggio, il più istruito ed il più elegante dei teosofi moderni».

La conoscenza che rivelava fu presto conosciuta sotto il nome di «Martinismo».

Questo grande istruttore negava di essere l’autore di ciò che insegnava. Egli rendeva omaggio ai suoi iniziatori.

A coloro che ne erano degni, rivelava che c’era una conoscenza più elevata a cui potevano accedere.

Per giungervi, dovevano trasformarsi e questa preparazione aveva per base l’iniziazione.

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