lunedì 23 marzo 2015

L’acceleratore che potrebbe diventare la porta di accesso alle realtà alternative

Il Large Hadron Collider potrebbe diventare il protagonista di una delle scoperte scientifiche più stupefacenti della storia, tanto da sembrare un vero racconto di fantascienza: l'esistenza di universi paralleli.



Ha già trovato quella che in molti hanno definito la “particella di Dio”, ovvero la particella associata al campo di Higgs, che secondo la teoria, permea l’universo conferendo la massa alle particelle elementari.

Tra non molto, il Large Hadron Collider, abbreviato LHC (in italiano Grande Collisore di Adroni), l’acceleratore di particelle situato presso il CERN di Ginevra utilizzato per ricerche sperimentali nel campo della fisica delle particelle, potrebbe addirittura rilevare la presenza di una forza misteriosa conosciuta come “materia oscura”.

Ma quando si accenderà la prossima settimana, alcuni scienziati scommettono che l’acceleratore ci regalerà qualcosa di altrettanto emozionante: la scoperta di un universo parallelo. La scoperta sarebbe la prova definitiva dell’esistenza del “multiverso”.

Per scoprire gli universi paralleli, secondo gli esperti bisogna individuare dei buchi neri in miniatura a determinati livelli di energia generati dall’acceleratore di particelle.

Già in passato gli scienziati avevano tentato di scovare i mini buchi neri ma senza risultati. Ciò sarebbe dovuto alla ricerca avvenuta su una scala di energia troppo bassa, pari a 5,3 TeV. Secondo i nuovi calcoli, la quantità di energia andrebbe aumentata, cercando i buchi neri nella fascia compresa tra 9,5 e 11,9 TeV.

L’acceleratore di particelle è stato progettato per raggiungere livelli di 14 TeV, dunque gli esperti ritengono che in futuro sia possibile arrivare a ottenere la quantità di energia necessaria per individuare i buchi neri che, secondo i fisici, potrebbero dimostrare l’esistenza di universi paralleli in altre dimensioni.



«Così come molti fogli di carta, che sono oggetti a due dimensioni, possono esistere parallelamente in uno spazio a tre dimensioni, allo stesso modo universi paralleli esistono in altre dimensioni», spiega Mir Faizal dell’Università di Waterloo. «Noi pensiamo che la gravità possa travalicare le dimensioni extra. Se è così, allora i mini buchi neri possono essere individuati dall’LHC».

Come spiegato da Phys.org, il professor Faizal e il suo team si aspettano di rilevare i mini buchi neri nello spettro energetico fuoriuscito dai nuovi calcoli. «Se rileviamo i mini buchi neri in questa fascia energetica, allora sapremo che le extra dimensioni sono reali».

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