sabato 7 febbraio 2015

NAOMETRIA di SIMON STUDION






Naometria è il titolo di un libro di profezie attribuito all'umanista svevo Simon Studion (1543; † 1605 circa).

L'opera, di oltre duemila pagine, è stata pubblicata per la prima volta a Tubinga nel 1604. Essa è dedicata a Federico I di Württemberg.









L'opera si occupa dello studio delle misure del tempio (naos) di Salomone.

Sulla base di speculazioni numerologiche, il volume predice l'avvento del millennio, la distruzione del Papato e la prossima riunione di «un gran Concilio».



INFLUENZE


L'opera suscitò a suo tempo un vivace interesse in un gruppo di intellettuali che costituirono una «società naometrica».

Di essa fece parte Tobias Hess (1568-1614), medico, studioso della bibbia e della cabala, interessatissimo a determinare la data del ritorno di Cristo.

La figura più eminente del gruppo fu il teologo luterano Johann Valentin Andreä, autore dell'utopia Reipublicae christianopolitanae descriptio (1619).


Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Naometria


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SIMON STUDION



Un fedele discepolo di Giordano Bruno fu Simon Studion, 1543-1605,
latinista, poeta, storico.

Nato tra le sei e le sette del mattino del sei marzo 1543, ad Urach, nel sud della Germania, Simon Studion fu il più vecchio dei quattro figli di Jakob Studion.

Il padre Jakob a sua volta stato nacque in una famiglia di coltivatori di Hessen, spostatisi più successivamente verso Stuttgart dove divenne cuoco, alla corte del duca di Württemberg, Ludwig Furstenhof.

La madre di Simon Studion proveniva anch’essa da Urach.

Simon Studion studiò ad Urach nella scuola latina poi si trasferì nella città di Tübingen rifinì il suo grado di studente non laureato entro un anno anziché nei diciotto mesi usuali.

A settembre del 1561, Simon Studion ottenne una borsa di all’università di Tübingen dove fino al 1565 studiò con il professore di matematica ed etica, Samuel Heyland che ebbe anche come allievo Johannes Kepler, detto Keplero, (1571-1630).

Heyland inoltre fu famoso come astronomo e astrologo. Simon Studion conseguì il suo diploma per diventare un insegnante di teologia, come era suo desiderio.

Il 15 febbraio del 1565, Simon Studion acquisì il grado di Magister, “docendi di facultas, profitendi, literas di bonas di exercendi et artes”. Divenne poi teorico educativo a Stuttgart, un’università di formazione degli insegnanti di Latino dal 1565 al 1572.

In quegli anni si sposò ed ebbe tre figli.


Nel 1572, Studion si trasferì nella piccola città di Marbach, sul fiume Neckar, nel sud della Germania per coprire un posto di insegnante di latino con uno stipendio relativamente alto che garantì un livello migliore di vita per sè e la sua famiglia. In Marbach la sua moglie gli diede 2 nuovi figli.




Morì nel 1605, ma le vicende degli ultimi anni della sua vita non mi sono note.

La sua opera somma fu la “Naometria”,vedi frontespizio nella figura, una combinazione di matematica, di scienze della natura, di architettura sacra e spirito profetico.

La prima copia dell’opera fu completata nel 1596, 10 anni dopo la riunione storica tenuta in Lüneburg, Germania, il 27 luglio 1586.

Sembra che Simon Studion impiegò quattro anni per compilare questa opera monumentale, che oggi è nella biblioteca nazionale di Württemberg di Stuttgart.


La seconda stesura della “Naometria”, fu completata nel 1604 e si trova oggi nella stessa biblioteca.

La “Naometria”, era dedicata a Friedrich, il duca di Württemberg, altro importante esponente della fratellanza. Nella “Naometria” vennero rivelati molti particolari sugli scopi della confraternita.

Si rivelò, a tal proposito, dello svolgimento di una riunione segreta nella quale nel 1586, a Lüneburg, Enrico di Navarra (che diverrà Enrico IV) Giacomo I d’Inghilterra e Federico di Wurtemberg, si impegnarono a formare una confraternita, la Militia Crucifera Evangelica, con lo scopo di lottare contro il dogmatismo delle strutture ecclesiastiche cattoliche.

Nel 1610, l’assassinio di Enrico IV avrebbe fatto cessare il progetto in tale direzione.

Il significato del titolo era letteralmente l’Arte di misurare il Tempio e l’intera opera di circa 2000 pagine, fu dedicata ad Enrico IV, Giacomo I e Federico di Wurtemberg.








Tra le bellissime illustrazioni del libro, realizzate da Jakob Lederlein, Studion volle inserire, eloquentemente, un’immagine tratta dal “Vaticinia sev praedictiones…” di Gioacchino da Fiore.

Nell’opera Simon Studion, ispirandosi all’Apocalisse di San Giovanni e alle predizioni del frate di Celico, prefigurò il ritorno del Cristo, preceduto da Elia.

Lo studio dell’aritmetica mistica con Samuel Heyland, matematico e allievo di M. Mäslin, il maestro di Keplero, consentì all’autore di strutturare l’idea di Gioacchino da Fiore dei quarantadue periodi, collocando l’ultimo fra il 1560 e il 1590, cioè l’alba della terza era della storia del mondo, quella dello Spirito Santo.

Al tempo di Simon Studion la confraternita prese la denominazione di Militia Crucifera o dei Crucesignati e la grande riforma si sarebbe verificata proprio grazie a quegli uomini illuminati, i Cruce Signati, mediante l’intervento di tre testimoni (non svelati) che avrebbero preceduto i mille anni dell’era dello Spirito Santo.

La Militia di Simon Studion è uno dei primi segnali, dal tempo della distruzione dei Templari, che la stirpe di David voleva di nuovo assumere una veste esplicita.

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