martedì 24 febbraio 2015

Il crepuscolo degli dèi


Si potrebbe chiamare “antica religione” ogni culto o dottrina del passato, ovvero tutto ciò che fu paganesimo: tutto ciò che venne prima del cristianesimo.

In altri termini “l’antico mondo spirituale”, ossia le entità che avevano guidato e sostenuto come madri nutrici l’uomo, le stesse che lo avevano fatto divenire ciò che ora è, trasportandolo di era in era, possono essere rappresentate come ciò che era il senso del “divino”, ciò per cui provava devozione e venerazione l’uomo di una determinata epoca. Il mondo degli Dei pagani, i molteplici Dei che troviamo in molte mitologie, altro non sono che entità spirituali che guidavano con la “legge della necessità o di destino”, il destino e le mosse umane.

L’uomo percepiva realmente l’attività di tali esseri, angelici, demoniaci o elementari: li vedeva in sogno, e anche durante la veglia. L’attività più diretta si manifestava in individui particolari, che venivano prescelti ed iniziati dal mondo spirituale stesso: coloro che venivano chiamati indovini, oracoli, streghe, maghi. Di contro, si può dire che l’uomo più che avere una partecipazione era sottoposto a subire l’attività degli Dei. Passivamente, più o meno consapevolmente, i Re, gli imperatori, credevano di essere loro a scrivere la storia: invece per ogni atto importante essi si consultavano con oracoli, astrologhi o indovini; in tal modo questi gli consegnavano la scelta da compiere, onde “dirottare” o condizionare le intenzioni del comandante.

Si deve aver ben chiaro, che là dove si parla di azioni di maghi e streghe, null’altro si deve intendere che attività che venivano sostenute, insegnate e dominate dalla volontà di spiriti (Dei) dell’antico mondo spirituale. Vi erano umani predestinati che conservavano particolari atavismi capaci di manifestare le intenzioni di tali entità. Tutta la storia esteriore umana, è stata tessuta in retroscena spirituali, tramite l’azione di maghi, iniziati che agivano nel mondo trasmettendo la volontà del mondo spirituale.

Ad un determinato momento, dovette accadere che questo ordinamento dei fatti del mondo, e il rapporto dell’umanità con lo spirituale, dovesse mutare. Di fatto nelle alte sfere del Divino venne deciso che l’antico mondo spirituale doveva morire. Doveva arrivare una fase in cui le cose sarebbero dovute cambiare: doveva giungere una nuova religione, provvista di nuovi Dei. L’antico mondo spirituale si oppose a questo: fece di tutto per ostacolare la venuta di questa nuova fase, creando intrecci e deviando prospettive umane che tendevano invece a quel cambiamento. Il vecchio voleva combattere il nuovo, conservare le forme antiche. Iniziò una vera e propria guerra fra il vecchio mondo spirituale e le nuove forze. Le lotte fra regni, maghi e streghe ne sono l’espressione mitologica, il residuo. In particolare, tali lotte pilotate dall’invisibile si mostrarono particolarmente intense nelle saghe del Gral. Merlino rappresenta l’ultimo dei maghi.

Si tenga ben presente dunque, che l’antico mondo spirituale all’incirca attorno all’anno 1400 scomparve. L’insieme di forze che avevano condotto l’uomo dal passato sino a questo momento, furono oscurate, eliminate dalla prospettiva di una possibile azione dall’esterno. Tale mondo sprofondò all’interno della coscienza umana, inabissandosi. Fu questa la “fine del mondo” tanto annunciata dai profeti del passato. Era “la fine dell’antico mondo spirituale” che per millenni aveva agito dal di fuori dell’uomo. Era arrivato un nuovo tempo, un nuovo mondo interiore per l’uomo. Il tempo per l’uomo di diventare autonomo, di autodeterminarsi, non più di farsi guidare da un mondo spirituale oggettivo. L’uomo doveva procedere da sé, senza influenze, leggi e forze esteriori.

Ciononostante, la lotta con le potenze dell’antico mondo spirituale fu quasi impossibile da vincersi: l’arma per distruggerlo esisteva, ma era però qualcosa di molto particolare: non si doveva combattere lo spirituale, ma semplicemente dimenticarlo. Non vi era nulla di più potente, che smetter di credere allo spirituale, ignorandolo, ossia cadendo nel materialismo: era l’unico modo per annientarlo. Attraverso un’occulta atmosfera, tramite il “dimenticare” infuso dagli Spiriti del tempo, il materialismo penetrò negli uomini, i quali cessarono di credere e di ricordarsi dell’esistenza di un mondo fatto di entità spirituali.

E così fu. Elfi, fate, gnomi e angeli sparirono dal mondo esteriore, dalla visione e dalla percezione umana. Il mondo spirituale sembrò morire perché sparì, ma in realtà cambiò soltanto sede e manifestazione: sparì all’esterno, ritraendosi all’interno dell’uomo. Ogni entità si contrasse nell’uomo, come risucchiata, assorbita dall’esterno verso l’interno.

Tale mondo continuò ad agire e tuttora agisce nell’uomo: i draghi e i mostri di un tempo non sono più fuori, ma dentro. Se l’uomo vuole vincerli deve agire da dentro. Mentre prima il mago iniziato usava la parola (abracadabra) e il gesto (bacchetta) per operare magie con l’aiuto dell’antico mondo spirituale, ora può farlo solo per attività interiore, tramite la volontà e il sentimento. Solo se acquisisce una volontà e un sentimento così potente, può operare magicamente da spostare montagne.

E le forze spirituali agiranno come agivano in passato. Ma non più dall’esterno verso l’interno: ora opereranno dal cuore dell’uomo verso il mondo. E’ cambiato solo il modo, il mondo spirituale non esige più, non può più farlo: devo volerlo l’uomo. Il tempo di Merlino è quindi passato, finito: Merlino è stato il mediatore, il grande “mutatore” che ha contribuito a “chiudere” le porte e la visione del mondo spirituale. E’ stato l’ultimo mago.

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