martedì 24 febbraio 2015

432 Hz


L’accordo a 432 Hertz (Hz) – la nuova alchimia della musica elettronica – risuona con le frequenze fondamentali del vivente: battito cardiaco, replicazione del DNA, sincronizzazione cerebrale, e con la Risonanza di Schumann e la geometria della creazione. Purtroppo, invece, la maggior parte della musica prodotta a partire dal 1939, vibra a frequenze incoerenti di accordi a 440 Hz.


Nel campo della “sintesi elettronica” sono stati compiuti balzi assolutamente sbalorditivi, in grado di aggiungere sempre nuovi elementi alle comuni frequenze generate dai normali oscillatori di base. Tali sonorità, spesso definite troppo superficialmente “fredde” rappresentano l’espressione più pura della congruenza matematica dell’Universo Intelligente, che vuole esprimere sé stesso e comunicarci parte della sua natura.

Data una maggiore divulgazione, negli ultimi anni, delle più affascinanti scoperte in campo scientifico, e in particolar modo in quello relativo agli atomi della Meccanica Quantistica, e ai modelli utilizzati nella generazione dei cosiddetti “Frattali”, si stanno oggi concretizzando, per quanto riguarda la musica elettronica, nuovi scenari di sperimentazione sonora totalmente rivoluzionari. Questi consentiranno ai nuovi ‘alchimisti del suono’, di elaborare da zero, nuovi modelli acustici, che saranno senz’altro in grado di cambiare radicalmente non solo il contatto espressivo e partecipativo diretto con l’ascoltatore, ma persino di influire in modo coerente sul campo che permea la materia, attraverso il quale queste frequenze viaggiano e prendono vita. Sta avvenendo di fatto un vero e proprio cambiamento, portato avanti da un ‘Movimento elettronico underground’ assolutamente destabilizzante, e paragonabile al Movimento Futurista che nel lontano 1912, innescò una vera e propria rivoluzione artistica nel campo delle arti visive e pittoriche.


Prima di passare a spiegare questo nuovo principio compositivo, che vede protagonista la musica elettronica, è necessario acquisire qualche informazione più dettagliata circa la “soppressione” di informazioni specifiche riguardanti la musica in generale, cominciando proprio dallo strumento di base della misura: il Diapason. Sebbene questo sia uno strumento molto noto, sia ai neofiti musicisti che ai non musicisti, esso è praticamente uno sconosciuto, per cui è bene ricordare di cosa si tratta e il perché della sua importanza in questa rivoluzione sonora. Il termine Diapason ha diversi significati, ma più comunemente indica uno strumento, che se percosso, è in grado di generare una nota standard, che oscilla alla precisa frequenza di 440 Hz(herz). Frequenza che oggi viene adottata per l’accordatura standard di tutti gli strumenti musicali elettronici, che vengono messi in commercio.

E’ anche uno strumento utilizzato in medicina, per effettuare diversi esami acustici. Piccoli diapason sono inoltre stati utilizzati per la generazione di frequenze fisse, in alcuni sistemi di sicurezza, come ad esempio quelli dei treni sulle nostre reti ferroviarie. I greci invece utilizzavano il termine diapason per indicare quella che oggi è definita ottava, ovvero l’intervallo compreso tra una nota e l’altra di frequenza doppia. L’etimologia del termine deriva proprio dal greco “dià pasòn”, e significa esattamente: attraverso tutte (le note). Perciò, prima di incominciare ad accordare il nostro strumento dovremmo comprendere che il Diapason è innanzitutto uno strumento scientifico. O almeno dovrebbe.

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