lunedì 13 ottobre 2014

UN INSPIEGABILE CAMBIAMENTO NEL DNA DEGLI EUROPEI DI 5 MILA ANNI FA

Qualcosa di molto strano e inspiegabile è avvenuto nel DNA delle popolazioni europee tra i 4 mila e 5 mila anni fa. Per ragioni del tutto sconosciute, i marcatori genetici della prima cultura paneuropea subirono un'improvvisa mutazione circa 4,5 mila anni fa. Gli scienziati non sanno il perché.


Parti di DNA sono state recuperate da una serie di scheletri antichi fino a 7,5 mila anni fa scoperti nella Germania centrale.

La scoperta è stata utilizzata per ricostruire la prima storia genetica dettagliata dell’Europa moderna.

Lo studio pubblicato su Nature, condotto da un team internazionale di ricercatori dell’University of Adelaide’s Australian Centre for Ancient DNA (ACAD), dell’Università tedesca di Mainz e del Genographic Project della National Geographic Society, rivela una drammatica serie di eventi, tra cui grandi migrazioni dall’Eurasia e dall’Europa occidentale, e segni di un inspiegabile mutazione genetica avvenuta tra i 4 mila e i 5 mila anni fa.

I ricercatori hanno utilizzato il DNA estratto dai campioni di ossa e denti degli scheletri preistorici per sequenziare l’eredità genetica materna. In base all’assunto che un individuo erediti i mitocondri solo dalla propria madre, tutti gli esseri umani hanno una linea di discendenza femminile che deriva da una donna che i ricercatori hanno soprannominato Eva mitocondriale, vissuta circa 190.000 anni fa.

“Questo è la prima ricostruzione genetica ad alta risoluzione”, spiega il dottorWolfgang Haak dell’ACAD. “È affascinante perché possiamo osservare l’evoluzione del DNA umano in tempo reale e i drammatici cambiamenti demografici che hanno avuto luogo in Europa. Siamo in grado di seguire più di 4 mila anni di preistoria, dai primi agricoltori, attraverso l’Età del Bronzo, fino ai tempi moderni”.

“Il gruppo genetico ereditato dalla madre, chiamato ‘Aplogruppo H‘, dimostra che i primi agricoltori dell’Europa centrale provengono da una migrazione partita dalla Turchia e dal Vicino Oriente, dove l’agricoltura ha avuto origine, per poi fermarsi in Germania 7500 anni fa”, dice Paul Brotherton, ricercatore presso l’ACAD e l’Università di Huddersfield, Inghilterra.

“Il fatto più curioso è che i marcatori genetici di questa prima cultura europea, che chiaramente aveva avuto molto successo, improvvisamente sono stati sostituiti circa 4500 anni fa, e non sappiamo il perchè”, commenta il professor Alan Cooper dell’ACAD. “Qualcosa di importante deve essere successo e tutta la ricerca ora è orientata a capire cosa”.

“Abbiamo scoperto che le basi genetiche dell’Europa moderna si sono stabilite nel Neolitico Medio, dopo questo importante passaggio genetico di 4,5 mila anni fa”, spiega Haak. “Questa diversità genetica è stata ulteriormente modificata da una serie di culture provenienti dalla Penisola Iberica e dall’Europa orientale, per tutto il Neolitico”.

L’espansione della cultura campaniforme (da nome delle loro pentole) sembra essere stato un evento chiave. Essa è emersa sulla Penisola Iberica intorno al 2800 a.C., arrivando in Germania molti secoli più tardi. A questo gruppo molto interessante sono collegate l’espansione delle lingue celtiche lungo la costa atlantica e verso l’Europa centrale.

“Non solo possiamo stimare le dimensioni della popolazione, ma anche determinare con precisione la velocità evolutiva delle sequenze, fornendo una cronologia molto più accurata degli eventi significativi della recente evoluzione umana”, conclude Haak.


Nonostante i recenti successi nel sequenziamento di porzioni di genoma nucleare ottenuti da campioni risalenti al Mesolitico e al Neolitico, il DNA mitocondriale (mtDNA) rimane il marcatore più studiato e meglio descritto nel campo della genetica delle popolazioni.

Le informazioni che si ricavano da questo tipo di DNA sono limitate dal fatto che si trasmette solo per via materna, ma i progressi nelle tecniche di analisi e la possibilità di analizzare un esteso numero di individui permettono insieme di ricostruire eventi passati di mutazione genetica con una notevole risoluzione temporale anche disponendo solo di mtDNA.

Questa nuova ricostruzione demografica, sottolinea l’autore, chiarisce molti aspetti della storia europea dell’uomo successiva all’ultima glaciazione, un periodo ricco di trasformazioni ancora non del tutto ricostruite e comprese nel dettaglio.

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