venerdì 17 ottobre 2014

Teschio di Sayre




Risulterebbe che intorno al 1917 un gruppo di ricercatori tra i quali uno storico dello stato della Pennsylvania e dignitario della Chiesa Presbieriana (Dott. G.P. Donehoo) e due professori, A.B. Skinner, dell'American Investigating Museum, e W.K. Morehead, della Phillips Academy, Andover, Massachusetts; effettuarono il ritrovamento di alcuni resti umani in un tumulo funerario a Sayre, Bradford County, Pennsylvania. I corpi risultarono a loro dire, essere stati bruciati e sepolti circa 700 anni prima, intorno al 1200 d.C. Questi corpi presentavano fattezze umane, ma quello che lasciò esterrefatti gli scopritori, furono due particolarità: la statura e quindi le dimensioni, in quanto misuravano sette piedi, equivalenti a poco più di 2,13 mt; ma ancor di più fu il fatto che i crani presentavano la presenza sconcertante di due protuberanze, due corna lunghe qualche centimetro, al di sopra della fronte.
Era una calda mattinata quando il Sig. R. H. Lord, che era stato da sei anni ingaggiato dal prof. Skinner per le sue ricerche e spedizioni; mentre stava scavando via la terra da una tomba presente nel campo di sepoltura Indiano di Murray Farm., lanciò un urlo che fece accorrere gli altri 15 membri del gruppo: “Ha un corno! E’ in combutta con il demonio!”
Effettivamente aveva delle corna. Così riporta il giornale, come la conferma, che effettivamente il cranio aveva due protuberanze ossee. Dunque era un gigante per quell’epoca e per giunta con corna. Nell’articolo del 12 Luglio 1917, vennero fatte varie ipotesi ad esempio che gli scheletri erano potuti appartenere ad una razza, vissuta contemporaneamente agli Indiani oppure essere Indiani stessi, progenitori ancestrali degli abitanti di Tioga e che dopo la morte, come da abitudini rituali, fossero stati bruciati per non permettere a quegli esseri deformi, con i loro geni, di poter infettare o trasmettere malattie. Questo scheletro venne battezzato e accostato come un chiaro caso di ritrovamento di un Pithecanthropus erectus (il Pithecanthropus erectus venne scoperto da Eugene Dubois nel 1891 nei pressi di Giava in Cina, oggi alcuni scienziati suggeriscono che l'uomo di Giava sia una potenziale forma intermedia tra l'uomo moderno e l'antenato comune che condividiamo con le altre grandi scimmie) Il gruppo di ricerca, un po’ troppo frettolosamente, accostò lo scheletro a quell’ominide, seguendo un po’ la scia di quegli ultimi ritrovamenti.
Successivamente in un altro articolo, venne smentita la notizia del ritrovamento del teschio in questione. Fu spiegato come il teschio in realtà non aveva altro che appoggiate su di esso delle corna appartenenti ad un cervo. In seguito il teschio venne fatto sparire e più nulla se ne è saputo. Dava fastidio agli evoluzionisti e ai sostenitori del mito della creazione, non poteva e non doveva restare in circolazione. Chi disponesse di informazioni ulteriori o, fosse in grado di dire dove sia stato collocato il teschio, è invitato a comunicarlo.
ESEMPI DI UMANI CON CORNA
Qualcosa di anomalo in fatto di corna esiste in seno all’umanità. Se ne trovano tracce documentate fin dal 1500. Questi corni sono generalmente considerati dei tumori cheratinici della pelle e vengono si solito detti iperplasie. In alcuni casi si è provveduto alla loro rimozione. Tutti i casi riscontrati, sono presenti un tarda età o comunque dopo i 50 anni.

Nel 1930, a Manchukuo in Cina, venne individuato e fotografato da un impiegato di una banca Americana un uomo chiamato Wang, poi soprannominato “l’uomo unicorno”. possedeva un enorme corno, che gli sporgeva dietro la testa;





Interessante il caso di questa donna cinese ultracentenaria che presenta sul lato destro, in simmetria col corno di sinistra, un accenno iniziale per la formazione di un equivalente secondo corno.





Altro caso è quello del Cinese Ma Zhong Nan, dalla quale testa spicca alla vista un piccolo corno.







Celebre inoltre, su internet, anche questa donna di 69 anni (rimasta anonima), caso clinico tratto da un testo medico. La donna aveva sbattuto la testa, e il bernoccolo si era sviluppato in un corno arricciato di quasi 20 centimetri.





La donna venne operata e gli fu esportato il corno. Foto sottostante.


La questione corna, è quindi tutta da verificare e chiarire. Sicuramente sono esistite corna; ma si tratta di casualità, di eccezionalità o di reminescenze genetiche che affiorano di tanto in tanto?

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