lunedì 13 ottobre 2014

La Russia rende pubblici gli archivi Ufo Finalmente la verità sul “caso Voronezh”?





Ufo. Mosca apre gli archivi? Dopo la decisione della Marina Russa di rendere pubblici documenti su avvistamenti extraterrestri nei mari battuti da navi e sottomarini dell’ex Unione Sovietica, pare che anche il Governo stia puntando alle “disclosure” sugli x-files del passato. Al centro dei faldoni de-secretati anche il “caso Voronezh”, che tanto fece scalpore nel mondo. Era il 10 ottobre 1989.

Il 2009 sarà ricordato come l’anno degli Ufo. E la “soffiata” su una possibile apertura degli archivi segreti russi relativi ad ufo e alieni è un po’ come una ciliegina sulla cassata di natale.
La notizia circola da qualche giorno. Proprio nel momento in cui mezzo mondo ha ormai rinunciato a conoscere la verità sulla piramide apparsa sul Cremlino e sulla spirale “esplosa” nei cieli norvegesi.
Le rivelazioni dovrebbero riguardare gli anni appena successivi alla seconda guerra mondiale. E in particolare al periodo che va dai primi avvistamenti in Kazakistan, fino al famoso “caso Voronezh” di cui parlarono i giornali di mezzo mondo.
Tra le notizie più attese anche l’avvistamento del 20 settembre 1977. Quel giorno sulla città di Petrozavodsk, migliaia di persone videro una enorme “medusa” volante che fece temere un attacco nucleare americano.
In attesa di avere una conferma su questa clamorosa notizia ricostruiamo il caso più incredibile dell’epoca: l’atterraggio di una navicella extraterrestre in un parco giochi di Voronezh, una grande città della Russia sud-occidentale, non distante dal confine ucraino.

A piedi nudi nel parco
“Questa volta sembra che non ci siano dubbi: gli Ufo sono atterrati davvero in Urss, per la precisione a Voronezh, nella Repubblica federativa Russa, e, sotto gli occhi increduli e atterriti degli abitanti del luogo, se ne sono andati a passeggio per il parco cittadino”.
Notizie così, di solito, si leggono solo nei siti di appassionati o nei blog a caccia di notizie incredibili e improbabili. E invece, il 10 ottobre 1989, a pagine 17, a firma di Fiammetta Cucurnia, questo articolo apparve nientemeno che su Repubblica.

La fonte? La maggiore agenzia giornalistica russa. La storica Tass, fondata nel 1925 e organo del gabinetto dei ministri dell’Urss.
Roba seria, insomma. Eppure in quel freddo ottobre di dieci anni fa l’agenzia ufficiale sovietica diramò un dispaccio che lasciò il mondo senza fiato: un enorme disco volante avrebbe sorvolato, per giorni, il parco cittadino di Voronezh, fino addirittura ad atterrare tra un nugolo di attoniti ragazzini.

E non finisce qui. Subito dopo il “contatto” col suolo terrestre, la navicella avrebbe aperto il portellone lasciando uscire tre individui alti “almeno quattro metri sul cui busto si staglia una testa minuscola”. Gli alieni, in visita al nostro pianeta, erano accompagnati da un piccolo robot (R2-D2?) e sembravano molto incuriositi dalla situazione. Qualche passo nel parco, rimanendo comunque vicino all’astronave, poi i quattro sarebbero risaliti sul veicolo e se ne sarebbero ritornati da dove erano venuti.

Detta così sembra veramente incredibile. Ma quello che accadde a Voronezh nel 1989 è forse il caso ufologico più controverso del dopoguerra. Il comunicato della Tass, la reazione dei giornali di più autorevoli del mondo, crearono stupore e anche inquietudine. Nei giorni successivi una miriade di particolari andarono ad arricchire il racconto. Nella zona dell’atterraggio, ad esempio, fu individuata un’area circolare di almeno venti metri di diametro al cui interno erano visibili delle incavature che formavano una sorta di losanga. Dentro queste incavature venne rinvenuta una sostanza misteriosa (simile alla terracotta) che non ha analoghi sulla terra.

Quello che colpì più di tutto, però, fu la reazione dei testimoni. I più giovani erano entusiasti di aver assistito al fenomeno. I più anziani vissero per alcuni giorni in uno stato di stordimento e paura che costrinse il Comune di Voronezh a mettere a disposizione di molti uno psicologo dell’ospedale locale.

La vicenda andò avanti per mesi poi, come sempre accade in questi casi, finì nel dimenticatoio, tra imbarazzanti smentite, e goffi tentativi di confondere le carte in tavola.

L’apertura degli archivi sugli X-Files russi farà luce anche su questo caso? Staremo a vedere.

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