giovedì 31 luglio 2014

I DUBBI SULL’ECO DEL BIG BANG

Alcuni scienziati mettono in discussione la bontà delle rilevazioni delle onde gravitazionali primordiali fatta in marzo dal team BICEP2. Per capirne di più bisognerà aspettare i nuovi dati del satellite Planck.



[Dan Vergano su National Geographic] La tanto acclamata scoperta che potrebbe spiegare le modalità di espansione dell’universo primordiale è stata presentata qualche mese fa come la “pistola fumante” della teoria dell’inflazione.


Eppure in questi giorni alcune voci iniziano a dipingerla come una pistola inceppata.

Nel mese di marzo il team dell’esperimento Background Imaging of Cosmic Extragalactic Polarization 2 (BICEP2), guidato dal fisico di Harvar John Kovac, aveva annunciato l’osservazione indiretta di onde gravitazionali primordiali.

La scoperta sembrava confermare la visione cosmologica convenzionale, secondo la quale l’universo ha attraversato una fase di espansione esponenziale nei suoi primissimi istanti di vita.

Usando un telescopio in Antartide, i cosmologi avevano infatti riferito di aver trovato – nella polarizzazione della cosiddetta radiazione cosmica di fondo, residuo del Big Bang che permea ogni angolo di cielo – le tracce delle forti onde gravitazionali create dall’espansione esponenziale dell’universo.

Tali risultati, però, sono ora finiti nel mirino di altri scienziati. Tanto che, in un post su un blog di fisica, Adam Falkowski, del Laboratorio di Fisica Teorica di Orsay, in Francia, ha addirittura scritto che “gli esperti stanno già cercando di analizzare cosa, di preciso, è andato storto in BICEP”.


Tempesta di polvere

In sostanza, Falkowski ipotizza che la squadra di BICEP2 abbia sbagliato la stima degli effetti delle microonde emesse dalla polvere all’interno della nostra Via Lattea, e le abbia mescolate con quelle delle microonde rilasciate nell’intero cielo.

Entrambi i tipi di segnale disturbano le misurazioni e dovrebbero essere accuratamente smascherati e rimossi dalle analisi per poter osservare le increspature delle onde gravitazionali nella sottostante radiazione cosmica di fondo.

Mentre Falkowski sostiene che il team BICEP2 “ha ammesso lo sbaglio”, Kovac e Clemente Pryke, un altro scienziato del team, dell’Università del Minnesota, contattati dalle riviste New Scientist e Science hanno entrambi negato l’accaduto. Pryke ha definito le affermazioni di Falkowski “totalmente false”, e ha sottolineato come il team continui a sostenere il risultato ottenuto.

Su Science Pryke riconosce a ogni modo che la mappa della polvere utilizzata da BICEP2 proviene da dati (ottenuti dal satellite europeo Planck) presentati in una conferenza ma mai pubblicati, il che aggiungerebbe una dose di incertezza ai risultati finali.

Tuttavia le misurazioni di BICEP2 riguardano una regione di cielo piuttosto priva di polvere e inoltre, in una presentazione fatta in aprile al MIT, Kovac ha anticipato che le nuove osservazioni effettuate nel frattempo dal team di BICEP2 sembrano confermare i dati già ottenuti.


Inflazione di euforia

Due mesi fa, il fisico Marc Kamionkowski della Johns Hopkins University di Baltimora aveva dichiarato che le osservazioni di BICEP2 erano “la pistola fumante per la teoria dell’inflazione”, quella che spiega come l’universo primordiale si sia uniformemente esteso a vastità inimmaginabili nella prima frazione di secondo della sua esistenza.

Nel mese di ottobre il team di Planck dovrebbe rilasciare una mappa aggiornata del fondo cosmico a microonde che potrebbe dirimere la controversia. Altri esperimenti in Antartide e in Cile sono già in corso, e scrutano il cielo alla caccia delle stesse tracce osservate da BICEP2 nella speranza di arrivare alla conferma finale dei risultati dello scorso marzo.

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