mercoledì 30 luglio 2014

GLI ANTICHI POPOLI DELLA MESOPOTAMIA POSSEDEVANO UN SISTEMA DI ARCHIVIAZIONE “COMPUTERIZZATO”?

Alcuni ricercatori sostengono di aver trovato la prova del più antico sistema di memorizzazione dati del mondo. E' possibile che i popoli della Mesopotamia avessero dimestichezza con i computer? Il più antico sistema di archiviazione dati potrebbe risalire a più di 5 mila anni fa?


Un team di scienziati sta cercando di decifrare un antico codice che potrebbe rivelare la sorprendente conoscenza di un sistema di archiviazione dati dei nostri antenati, in anticipo di alcuni millenni rispetto ai nostri moderni sistemi di memorizzazione.

Con il termine Mesopotamia si identifica l’area geografica delimitata dal sistema fluviale del Tigri e dell’Eufrate, corrispondente al moderno Iraq, la sezione settentrionale della Siria e una piccola parte della Turchia sud-orientale. La Mesopotamia è considerata la culla della civiltà, in quanto la complessità delle sue antiche società continua si è tramandata fino al nostro modo di vivere attuale.

L’esempio classico è quello dei Sumeri, i cui scritti rivelano una società dall’organizzazione complessa, con sovrani, leggi, letteratura, scuole e biblioteche. In realtà, non si può affermare con certezza che i Sumeri siano stati i veri inventori della scrittura. Secondo alcuni studiosi, alcune civilizzazioni precedenti potrebbero aver ideato i primi sistemi di scrittura tramandati poi ai Sumeri.

Alcuni artefatti scoperti nella regione rivelano la presenza di culture perdute e misteriose, di cui solo ora si inizia a prendere coscienza della loro esistenza. Un esempio emblematico sono le misteriose sfere di argilla portate alla luce alla fine degli anni ’60 nell’Iran occidentale. Le sfere variano in dimensioni comprese tra quelle di una pallina da golf fino a una da baseball.

Lo scopo e il significato di tali manufatti è del tutto ignoto, anche se alcuni ricercatori stanno avanzando delle ipotesi davvero intriganti. I ricercatori sono riusciti a guardare all’intero delle enigmatiche sfere grazie all’utilizzo della tecnologia TAC e della modellazione 3D. La scansione ha rivelato che le sfere sono cave, presentando al loro interno alcune forme geometriche dette gettoni.





Christopher Woods, professore presso l’Oriental Institute di Chicago, è persuaso che le sfere rappresentino il primo sistema di archiviazione dati del mondo. “Queste sfere probabilmente rappresentano il primo sforzo degli esseri umani per archiviare informazioni in modo permanente, almeno secondo le nostre conoscenze attuali”, spiega Woods.

Purtroppo, esistono solo 150 sfere complete e i musei sono riluttanti a sezionarle, dato che ciò significherebbe danneggiarle in modo permanente. Alcune di esse sono attraversate da enigmatici canali dal diametro di 1 – 2 millimetri. Le sfere assomigliano ad alcuni manufatti preistorici di origine sconosciuta ritrovati principalmente in Scozia, Inghilterra e Irlanda. Potrebbero esistere un collegamento tra questi artefatti?

Non è chiaro in che modo venivano utilizzate le sfere dagli antichi popoli mesopotamici, ma i ricercatori ritengono che tali dispositivi servissero come ricevute per vari adempimenti amministrativi quali il monitoraggio di flussi di materiali, merci e manodopera.

Le analisi hanno rivelato che i gettoni all’interno delle sfere sono disponibili in 14 forme differenti, tra cui sfere, piramidi, ovoidi e coni. Ogni tipologia potrebbe rappresentare un valore diverso. Una piramide, ad esempio, potrebbe significare una certa quantità ed utilizzata per conteggiare un determinato stock di merce.

Tutte le sfere di argilla presentano una sorta di guarnizione esterna che attraversa il centro. Ai poli, invece, sono presenti due sigilli. Woods crede che i due sigilli rappresentino il venditore e il compratore. Ma si tratta solo di speculazioni.

Per sperare di risolvere questo antico mistero, i ricercatori devono decifrarne il codice nascosto e capire a cosa servissero i due sigilli. Il codice, infatti, contiene indizi per comprendere il significato dei gettoni interni e il loro utilizzo.

“Abbiamo bisogno ancora di studiare le sfere, sperando di poter esaminare con la TAC i manufatti di altre collezioni”, conclude Woods. Se il ricercatore avesse ragione, allora vorrebbe dire che le antiche civiltà della mezzaluna fertile hanno inventato un sistema di memorizzazione dati, decisamente prima della nostra civiltà moderna.

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