martedì 10 giugno 2014

Etere si o Etere no?



Se cerchiamo su Wikipedia alla parola “Etere” (e chiaramente non Etere come anestetico) troviamo la seguente descrizione :

L’etere (in greco antico αθήρ , confluito in latino come aether) , sinonimo di quintessenza (dal latino medievale quinta essentia , a sua volta variazione del greco pémpton stoichêion, quinto elemento) , era un elemento che secondo Aristotele si andava a sommare agli altri quattro già noti : il fuoco , l’acqua , la terra , l’aria . Secondo gli alchimisti , l’etere sarebbe il composto principale della pietra filosofale .

La storia dell’etere inizia con Aristotele , secondo il quale era l’essenza del mondo celeste , diversa dalle quattro essenze (o elementi) di cui si riteneva composto il mondo terrestre : terra , aria , fuoco e acqua . Aristotele credeva che l’etere fosse eterno , immutabile , senza peso e trasparente . Proprio per l’eternità e l’immutabilità dell’etere , il cosmo era un luogo immutabile , in contrapposizione alla Terra , luogo di cambiamento .

Per gli antichi Etere era la parte più alta , pura e luminosa , dello spazio al di sopra dell’atmosfera . Nel secolo XIX , la scoperta delle onde elettromagnetiche , (Guglielmo Marconi) unita alla convinzione che la loro propagazione richiedesse il supporto di un mezzo materiale , aveva ripreso l’antica parola , che , più di altre , si avvicinava all’idea delle proprietà di cui quel mezzo doveva essere dotato . L’esperienza di Michelson-Morley ha dimostrato che una delle proprietà che l’etere avrebbe dovuto possedere secondo quella teoria , la sua assoluta immobilità , non era vera . Ha dimostrato più che altro la sua inutilità agli effetti della propagazione delle onde più che la sua inesistenza . Le onde elettromagnetiche non hanno bisogno di alcun mezzo materiale per propagarsi . Ad esse basta il vuoto e , quando si dice propagazione via etere , etere è sinonimo di vuoto . In questa espressione l’etere riprende il suo antico significato , ampliato dalle conoscenze scientifiche accumulate : è una parola che indica l’atmosfera , la sua parte più alta cui si è aggiunto ciò che ci è ancora più lontano : il vuoto cosmico .



Cronologicamente è seguita la teoria della relatività di Albert Einstein salutata con entusiasmo dal mondo accademico permettendo di consegnare all’oblio il concetto di Etere come sostanza “imponderabile” concetto evidentemente troppo ingombrante e faticoso .

C’è un però : Guglielmo Marconi ha scoperto le onde elettromagnetiche proprio perchè credeva nell’esistenza dell’Etere e nello scambio d’energie che si verifica tra il sole e la terra , gli scienziati e ricercatori vissuti nel XIX secolo (come Nikola Tesla a cui sarà attribuita dalla corte suprema degli Stati Uniti nel 1943 l’invenzione della radio) conoscevano l’etere come definizione ed esistenza !
La Scienza non dovrebbe mai vergognarsi di se stessa.

Tanto è vero che se andiamo a consultare una vecchia Enciclopedia , ad esempio la Pomba , dell’anno 1926 , addirittura sotto il lemma “Etere cosmico” si scrive : mezzo straordinario , tenue ed elastico che pervade tutto lo spazio e si rende veicolo delle azioni a distanza , le quali non si potrebbero altrimenti giustificare . La prima idea dell’etere cosmico fu lanciata da Cartesio ; sostenuta ed applicata nella teoria ondulatoria della luce da Huyghens , prese salde basi nel campo delle scienze fisiche per opera di Joung , Fresnel , Faraday , ecc. La densità dell’etere e
a sua elasticità variano penetrando nei corpi , qualunque sia il loro stato di aggregazione .

E similmente nell’Enciclopedia Motta , primi anni ’50 del secolo scorso , si scrive ancora : sostanza imponderabile e tenuissima che costituisce il mezzo di propagazione delle vibrazioni che caratterizzano i fenomeni luminosi e della quale dovrebbe essere pregno tutto l’Universo .

Ma oggi l’etere viene paragonato al vuoto cosmico , quindi la domanda non’è tanto se esista o no l’etere quanto : Esiste il vuoto cosmico o vuoto assoluto ?

Questa domanda se la pose Marco Todeschini (1899 – 1988) e conseguentemente porta ad un’ulteriore domanda : il movimento dei corpi si provoca con l’urto o premendoli con altri corpi , oppure applicando loro delle forze ?

Insomma quel’è la vera causa del moto della materia ?

La Geometria



L’etere (imponderabile ed interdimensionale) non si muove attraverso le dimensioni con un movimento qualsiasi ma seguendo una geometria ben precisa . Tale geometria la ritroviamo ovunque in natura perchè essendo l’etere la quintessenza da cui tutto ha origine è naturale che in natura i “sistemi” (galassie , piante , vita biologica , movimento dei pianeti etc etc)



seguano tale movimento o che ne memorizzino “l’impronta” . Ovviamente tale geometria è la spirale o “vortice”, più nel dettaglio l’etere si muove secondo la spirale “phi” (φ = 1,6180339887) o sezione aurea di Fibonacci .

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