lunedì 23 giugno 2014

Avvistato oltre 500 anni fa un misterioso “uomo del cielo”. Solo leggende?







La moderna mania degli Oggetti Volanti Non Identificati (UFO) iniziò alla fine degli anni 40 del secolo scorso, quando una marea di persone cominciò a riferire di aver visto strani oggetti nei cieli sopra l’America.

Infatti, fu nel 1947 che il termine “disco volante” entrò nella coscienza popolare dopo che il pilota Kenneth Arnold assistette alla visione di una formazione di diversi oggetti luminosi simili a piatti, che uscivano fuori da vette lontane mentre era in volo nello Stato di Washington.

Tuttavia, questa non fu la prima ondata di avvistamenti di UFO. Una prima ondata si verificò in Gran Bretagna nel 1909, quando centinaia di persone descrissero oggetti volanti dalla forma simile a quella di un dirigibile, emettenti fasci di luce e che effettuavano manovre aeree estremamente avanzate. Una decina di anni prima, durante il 1896 e il 1897, ci fu un afflusso similare di avvistamenti negli Stati Uniti d’America.

Ma questi non furono i primi resoconti di annotazioni inerenti navi spaziali aliene. Leggende di esseri simili a divinità provenienti dal cielo esistono in molte culture. In tutto il Nord America, ci sono numerose grotte che risalgono a migliaia di anni fa. Queste mostrano figure dipinte e oggetti molto simili alla moderna immagine di alieni e dischi volanti.

Una intrigante leggenda arriva dal popolo delle Prime Nazioni dell’Ontario Centrale. Il loro racconto di uno “Skyman” (uomo del cielo) può infatti essere uno dei primi racconti annotati di incontri alieni.

Secondo una storia registrata nel 1917 dall’etnologo colonnello G.E. Laidlaw, 500 anni prima esisteva un grande villaggio degli Ojibwa, dove vivevano 550 persone native in qualche parte della regione. Un giorno, un paio di loro inciampò su uno sconosciuto seduto sull’erba in un campo. Questa figura, un maschio, era particolarmente “pulita e splendente di luce“.

I nativi si avvicinarono allo sconosciuto e gli chiesero chi fosse e come arrivò in quel campo. “Io non sono uno di voi. Non appartengo a questa terra. Sono caduto dall’alto“, spiegò lo straniero.

Mostrando una inusuale ospitalità, gli Ojibwa lo invitarono ad andare al loro villaggio. Lo straniero acconsentì, ma ad una condizione: “Andate a casa e pulite il luogo dove io resterò, e quando tornerete da me, io partirò e starò con voi per qualche giorno“.

Una volta accettata questa condizione, gli uomini Ojibwa tornarono alla loro comunità, raccontando ai loro paesani la loro esperienza, e pulirono la capanna che avrebbe ospitato lo “Skyman“.

Lo straniero fu effettivamente accompagnato al loro villaggio, ma era chiaramente agitato. Guardò spesso il cielo e disse che in due giorni qualcosa sarebbe venuto a prenderlo, per riportarlo verso il cielo.

Un pomeriggio, lo “Skyman” alzò gli occhi e disse, “sta arrivando“. Gli abitanti del villaggio sollevarono il collo, rivolgendo lo sguardo al di sopra e videro qualcosa simile ad una stella splendente con una striscia luminosa venire giù dal cielo e librarsi in prossimità del suolo.

Questa fu la cosa più bella che avessero mai vista nella loro vita. Il misterioso “uomo del cielo” entrò nella stella luminosa e scomparve alla vista. Poi, la stella luminosa di colpo partì verso il cielo e si spense.

Questo racconto sembra essere la descrizione di un incontro con un “antico astronauta“, come si è visto in molte culture e reso popolare dal teorico svizzero Erich von Daniken del famoso “Gli Extraterrestri Torneranno“.

Molti moderni teorici degli UFO credono lo “Skyman” fosse un astronauta extraterrestre abbandonato dal proprio velivolo, che fu – in qualche modo – danneggiato o distrutto. Essi sottolineano il fatto che lo “Skyman” entrò chiaramente in una stella luminosa e che ciò sia la prova che l’oggetto era un veicolo spaziale di qualche tipo. Era “pulito e splendente di luce” perché indossava una tuta d’argento pressurizzata? Richiese ai suoi ospiti di pulire l’alloggio per paura di contrarre virus umani contro cui non aveva difese immunitarie?

Molti ricercatori ritengono che lo “Skyman” non era riferito a un racconto mitologico, ma piuttosto ad un incontro reale del primo tipo (ndr sarebbe piuttosto corretto definirlo del terzo tipo) tra un antico alieno e un’intera comunità Ojibwa.

E si dice che sia accaduto da qualche parte nelle vicinanze. Forse anche noi dovremmo sollevare il collo e scansionare i cieli.

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